Dopo due anni la situazione è più in stallo che mai, il classe 2008 dopo esser stato allenato da Paulo Fonseca non ha avuto più nessuno che credesse in lui
Francesco Camarda, attaccante classe 2008 di proprietà del Milan, ha vissuto l'ultima stagione in prestito al Lecce. Per lui il bilancio parla di sole 21 presenze, appena 7 da titolare, un gol e un rigore sbagliato contro il Napoli. Con una media di 33 minuti a partita, la sensazione di sprecare un talento cristallino cresce di anno in anno a causa delle scelte della dirigenza. Per capire l'origine di questo stallo, dobbiamo fare un salto all'indietro di due anni, precisamente all'approdo di Paolo Fonseca sulla panchina rossonera.
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Camarda e Fonseca: il tecnico portoghese poteva svoltargli la carriera
Camarda possiede da sempre un senso del gol fuori dal comune e ha sempre giocato sotto età. Il salto in Serie A richiede però esperienza, l'unico elemento capace di limare le lacune di un giovane. Questa opportunità, nell'ultimo anno e mezzo, è totalmente mancata. L'ultimo a credere davvero nei giovani a Milano è stato proprio Fonseca. Il tecnico portoghese lanciò Camarda e Liberali dal primo minuto e concesse spazio anche a Jimenez, Chukwueze e Okafor a discapito dei titolarissimi. Fonseca faceva scelte forti e controverse, ma aveva un'idea chiara: gioca chi merita e i giovani di qualità vanno valorizzati. Nel calcio moderno il valore di un diciannovenne supera quello di un venticinquenne per via dei margini di crescita futura. In Italia lo capiscono in pochi, e il Milan attuale non è tra questi, considerando l'esonero affrettato del portoghese.
Nell'agosto 2024, Fonseca aggregò subito Torriani, Zeroli, Bartesaghi, Cuenca e Camarda in prima squadra. I primi minuti arrivarono dopo una fisiologica fase di studio tattico. L'esordio di Camarda avvenne il 22 ottobre in Champions League contro il Bruges, sul risultato di 3-1. Fonseca voleva testare forze fresche e il classe 2008 lo ripagò con un gol indimenticabile, poi annullato dal VAR. Subito dopo arrivarono i minuti contro il Napoli e, infine, la titolarità a Cagliari prima del cambio al 66' per Abraham. Camarda continuava a segnare anche in Nazionale Under 19, rimanendo la prima scelta a gara in corso per Fonseca. Il 15 dicembre, contro il Genoa, arrivò persino la titolarità per Liberali, sostituito al 62' proprio da Camarda. In quattro mesi la gestione Fonseca registrò 12 vittorie, 6 pareggi e 6 sconfitte, ma il mercato di gennaio stroncò quel progetto sui giovani. Da allora Camarda ha collezionato solo 7 titolarità, nessuna con il Milan. Questo atteggiamento blocca lo sviluppo dei talenti.
Cercasi allenatore "alla Fabregas": non era meglio tenersi Fonseca?
Le recenti indiscrezioni della dirigenza, guidata da Jerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic, indicano la volontà di cambiare rotta dopo le parentesi Conceição e Allegri. Il Milan cerca oggi un profilo "alla Fabregas", focalizzato sul gioco offensivo, sul controllo della trequarti e sulla linea verde. Questa strategia evidenzia però una netta contraddizione con le ultime scelte societarie. Sostituire il ciclo di Pioli e Fonseca con allenatori dai princìpi opposti ha solo invecchiato la rosa senza produrre identità tattica. Oggi il Milan si ritrova al punto di partenza: deve ricostruire da zero gli sviluppi offensivi e la ricerca degli spazi.A questo punto la dirigenza poteva semplicemente confermare Fonseca. Il tecnico portoghese aveva ottenuto successi importanti, come la vittoria al Bernabeu contro il Real Madrid, e portava avanti idee tattiche precise. Ad oggi il Milan riparte con due anni di ritardo, i giovani non sono cresciuti, Camarda ha perso continuità a Lecce e Liberali è finito al Catanzaro. Il club cerca un'identità che aveva già in casa, dimostrando una forte disorganizzazione interna.
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