L'era RedBird è stata segnata da più bassi che alti, ma l'Europa manca da troppo tempo

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San Siro due giorni dopo: tutto il peso di Milan-Cagliari

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MILAN, ITALY - APRIL 11: AC Milan owner Gerry Cardinale looks on during the UEFA Europa League 2023/24 Quarter-Final first leg match between AC Milan and AS Roma at Stadio Giuseppe Meazza on April 11, 2024 in Milan, Italy. (Photo by Claudio Villa/AC Milan via Getty Images)

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Nel comunicato di RedBird di due giorni fa, si legge in maniera chiara e distinta che la stagione del Milan è stata un "fallimento inequivocabile". Arrivati a quattro anni dall’ingresso della proprietà americana alla guida del Milan, il bilancio viene considerato da molti ben lontano dalle aspettative iniziali, soprattuto sul piano dei risultati sportivi. Il colpo si è sentito eccome: il Milan, dopo essere rimasto per diversi mesi nelle zone alte della classifica (secondo, per la maggior parte), ha rallentato drasticamente nel finale, mancando l’obiettivo qualificazione alla prossima Champions League. Un crollo evidente nei risultati e nelle prestazioni, che ha alimentato ulteriormente il malcontento tra i tifosi. Un crollo che però si estende nell'arco di quattro anni e che può definirsi inevitabile.

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4 anni e una solta vola in Europa: il tracollo del Milan

Analizzando il percorso degli ultimi anni, emerge un dato che pesa molto sul giudizio complessivo della gestione RedBird: i rossoneri hanno centrato la qualificazione alla Champions League sul campo soltanto una volta nelle ultime quattro stagioni. Un numero ritenuto insufficiente, e per buoni motivi, per una società con le ambizioni e la storia del Milan. Nel campionato 2022-23, infatti, il quarto posto arrivò anche grazie alla penalizzazione inflitta alla Juventus, senza la quale il Diavolo avrebbe chiuso fuori dalle prime quattro. E con 20 punti di distanza dal Napoli capolista. L’anno successivo il Milan riuscì invece a conquistare il secondo posto, ottenendo la qualificazione europea con maggiore continuità di rendimento rispetto all'anno prima (ma comunque a 19 lunghezze dall'Inter).

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Poi sono arrivate comunque delle nuove difficoltà. Nella stagione 2024-25, i rossoneri conclusero addirittura all’ottavo posto (pur con una piccola gioia che fu la Supercoppa con tanto di sigaro di Conceicao), mentre quest'anno la Champions è saltata all'ultima giornata per il 21- in casa col Cagliari. Quando sarebbe bastato un gol contro i sardi, o semplicemente raccogliere un punto in più di tutti quelli persi per strada e a a inizio anno.

Il bilancio complessivo lascia quindi molti interrogativi sul progetto tecnico e societario avviato dalla proprietà americana di RedBird. In questi quattro anni il Milan non è mai riuscito a lottare concretamente per lo Scudetto fino alle ultime giornate . In generale, la squadra sembra oggi distante dagli standard richiesti per competere stabilmente ai massimi livelli, sia in Italia che in Europa. Forse l'Europa League è la giusta via per ripartire. Serve una rifondazione, ed in parte è già in atto. Ma non bisogna allontanare troppo lo sguardo dalla proprietà e fare delle serie riflessioni.

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