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MILAN PARMA

Milan-Parma, le reazioni social al gol del Parma

Samuele Dello Monaco
Il fischietto ha premiato la scaltrezza posizionale di Valenti, ma il tribunale dei social network ha emesso una sentenza a maggioranza per il fallo

Milan-Parma va in archivio, ma porta con sé una coda di polemiche destinata a monopolizzare i palinsesti sportivi e i commenti digitali nelle prossime ore. L'episodio chiave è la rete siglata dagli emiliani, un gol che ha spaccato a metà l'opinione pubblica, accendendo un dibattito feroce sui social network. L'oggetto della contesa non è una carica violenta, ma un contatto al limite ai danni del portiere rossonero, Mike Maignan. Un episodio talmente sottile, che ha però scatenato la reazione indignata della maggior parte dei tifosi online.

L'episodio di Milan-Parma

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La dinamica dell'azione rientra in quella complessa "zona grigia" del regolamento arbitrale. Su un pallone spiovente nell'area piccola, il giocatore del Parma Valenti non salta per colpire la sfera, ma effettua quello che anche il vice allenatore del Milan Landucci, nel post-gara, ha definito un vero e proprio "semi blocco". L'argentino si posiziona girato di spalle rispetto all'azione, piazzandosi esattamente sulla traiettoria di uscita del portiere. Da parte di Valenti non c'è alcun movimento attivo contro l'estremo difensore: nessuna spinta, nessuna resistenza opposta. Si limita semplicemente a fare densità, rimanendo piantato a terra per dare fastidio. Maignan, trovandosi questo ostacolo umano davanti, e senza che nessun compagno di reparto si preoccupi di "portare via" l'avversario, non può fisicamente intervenire sul pallone (e anche se fosse riuscito, la traiettoria sembra essere abbastanza distante dalle possibilità dell'estremo difensore rossonero), che si insacca in rete.

L'arbitro, in prima battuta, annulla la rete. Viene richiamato al VAR, dove cambia la sua decisione. Dopo l'on-field review, il direttore di gara scagiona Valenti: non commette alcun fallo, 0-1 del Parma a San Siro. Il limite tra l'ostruzione punibile e il legittimo posizionamento in area è, in questo caso, un filo sottilissimo. Ed è proprio su questo filo che è divampato l'incendio mediatico.

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Le reazioni social

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Analizzando i trend dei social, circa il 70% degli utenti su X, TikTok e Instagram si è schierato in modo inequivocabile dalla parte del portiere rossonero, gridando al danno subito. In pochi minuti, gli hashtag del match hanno invaso i feed. Per questa netta maggioranza, l'atteggiamento di Valenti è un'evidente ostruzione volontaria. "Se un giocatore si disinteressa totalmente della palla per bloccargli l'uscita nell'area di porta, è fallo tutta la vita", recita uno dei tweet più popolari. I tifosi condividono senza sosta clip che dimostrano come il "semi blocco", pur senza carica, annulli del tutto la libertà di manovra del portiere.

Di contro, esiste un tenace e rumoroso 30% di appassionati (e di analisti neutrali) che applaude la decisione di lasciar correre. Questa fazione promuove un metro di giudizio più europeo, in cui l'astuzia tattica non viene penalizzata se non si trasforma in scorrettezza attiva. "Valenti ha il diritto di esistere su quel pezzo di campo. Non fa un passo verso Maignan, sta solo fermo. Nel calcio inglese un gol del genere non lo annullerebbero mai", sottolinea un noto content creator in un video-analisi. Secondo questa corrente, era compito della difesa del Milan liberare l'area e scortare l'avversario fuori dalla traiettoria, non dell'arbitro tutelare il portiere da un posizionamento passivo.

La storia di Leao

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Nel post partita, sulle proprie storie Instagram, il numero 10 ha ribadito la posizione dei rossoneri. Seppur la storia di Leao si concentri sul secondo episodio, ovvero il contatto tra Troilo e Bartesaghi, che ha creato meno scalpore perchè non sembra violare alcun regolamento, rimane il dito puntato sul gol del Parma. Il confronto, è il gol annullato al Milan contro il Sassuolo, per il fallo di Loftus-Cheek.

Il gol convalidato in Milan-Parma diventa il manifesto perfetto della soggettività arbitrale e tattica. Il fischietto ha premiato la scaltrezza posizionale di Valenti, ma il tribunale dei social network ha emesso una sentenza a maggioranza per il fallo. Un episodio che, proprio per la sua natura cervellotica, farà scuola sulle dinamiche di blocco per tutto il resto della stagione.