In attesa del nuovo epilogo della sfida tra Juventus e Milan con in panchina Spalletti e Amorim, ripercorriamo lo storico della sfida allo Stadium
CBS Sports, Pavlovic: "Il gioco di Amorim mi piace, è diverso da Allegri"
Juventus-Milan non è mai una partita come le altre. Cambiano gli interpreti, gli allenatori e le posizioni in classifica, ma quando bianconeri e rossoneri si ritrovano uno di fronte all'altro il peso della storia torna inevitabilmente a farsi sentire. Negli ultimi quindici anni, ossia da quando la Juve ha deciso di salutare l'Olimpico, questa rivalità ha avuto come teatro lo Stadium di Torino.
Una sfida che rappresenta uno dei grandi classici del nostro campionato: prima di oggi Juventus e Milan si sono affrontate 182 volte nella Serie A a girone unico, con un bilancio di 69 vittorie bianconere, 53 rossonere e 60 pareggi. Il Milan, inoltre, è la squadra contro cui la Juventus ha subito più sconfitte e quella che le ha segnato più gol nella storia della competizione (227). Più in nello specifico il bilancio delle trasferte rossonere in casa della Juventus in Serie A racconta di 44 sconfitte in 91 partite, a fronte di 23 vittorie e 24 pareggi. Nessuna squadra ha battuto più volte il Milan in casa propria nel massimo campionato.
Quando la sfida si è spostata allo Stadium, il Diavolo ha avuto bisogno di un periodo di adattamento, perdendo le prime nove gare disputate nel nuovo impianto bianconero. Con il passare degli anni, però, il nuovo stadio della Juve è diventato invece il luogo di alcune delle vittorie più pesanti del recente passato rossonero, con il picco che arriva nella notte del 9 maggio 2021 con il rotondo 3-0 rossonero firmato Brahim Díaz, Ante Rebić e Fikayo Tomori. Nelle ultime tre stagioni, la storica sfida, ha invece perso un po' di fascino, regalando partite con poche emozioni e dove le due squadre hanno pensato principalmente a non prendere gol che alla vittoria.
Juventus-Milan: tutto comincia con Marchisio
Il primo Juventus-Milan di campionato disputato nel nuovo stadio risale al 2 ottobre 2011. È la Juventus di Antonio Conte, ancora all'inizio di quello che pochi mesi più tardi diventerà il primo di nove Scudetti consecutivi. Dall'altra parte c'è il Milan campione d'Italia in carica di Massimiliano Allegri.
La partita resta bloccata fino agli ultimi minuti, quando Claudio Marchisio decide di prendersi la scena. Il centrocampista bianconero segna due volte nel finale e consegna alla Juventus il 2-0. È una delle prime vere notti simbolo della nuova casa juventina e, con il senno di poi, anche una sorta di passaggio di consegne tra il Milan reduce dal titolo del 2011 e la Juve destinata a dominare il campionato negli anni successivi. Da quel momento lo Stadium diventa un autentico tabù per i rossoneri.
Il fortino bianconero e gli anni del dominio
Il copione si ripete anche nella stagione successiva. Nell'aprile 2013 basta un calcio di rigore trasformato da Arturo Vidal per regalare alla Juventus un altro successo, questa volta per 1-0. Sono soltanto i primi capitoli di una serie impressionante: la Juventus vince infatti tutte le prime nove partite di Serie A disputate contro il Milan all'Allianz Stadium. Nove incontri, nove sconfitte rossonere.
Un dato che fotografa perfettamente la distanza esistente tra le due squadre in buona parte dello scorso decennio: da una parte una Juventus stabilmente al vertice del calcio italiano, dall'altra un Milan impegnato in una lunga e complicata fase di ricostruzione.
Nel 2017 i rossoneri vanno vicini a interrompere la striscia, ma Dybala la decide con un rigore all'ultimo respiro
Tra le sfide più accese resta inevitabilmente quella del 10 marzo 2017. La Juventus passa in vantaggio con Medhi Benatia, il Milan risponde con Carlos Bacca e la partita sembra destinata a chiudersi sull'1-1. Nel recupero, però, arriva l'episodio che trasforma una normale partita di campionato in uno dei Juventus-Milan più discussi degli ultimi anni.
Al termine di un'azione concitata viene assegnato un calcio di rigore ai bianconeri per un tocco di mano di Mattia De Sciglio. Sul dischetto va Paulo Dybala, che supera Gianluigi Donnarumma e firma il definitivo 2-1. Esplode lo Stadium, mentre dall'altra parte monta la rabbia rossonera. Una partita rimasta nell'immaginario proprio per quel finale e per le polemiche successive al triplice fischio.
Il Milan continua a cadere a Torino nel segno di Dybala
Neppure negli anni successivi il Milan riesce immediatamente a spezzare la maledizione. Nell'aprile 2018 la Juventus vince 3-1, mentre un anno più tardi è Moise Kean a realizzare il gol decisivo del 2-1. Nel novembre 2019 serve invece ancora Paulo Dybala: entrato dalla panchina al posto di Cristiano Ronaldo, l'argentino firma l'1-0 con una giocata che piega la resistenza della squadra allora allenata da Stefano Pioli.
La costante resta sempre la stessa: il Milan può giocarsela, può resistere, può mettere in difficoltà la Juventus, ma alla fine da Torino torna senza punti. E il dato delle nove sconfitte consecutive allo Stadium diventa sempre più pesante. Fino al 2021.
Il 9 maggio 2021 è la notte in cui il Milan espugna finalmente lo Stadium
Se c'è una partita che ha cambiato la storia recente di Juventus-Milan allo Stadium è quella del 9 maggio 2021. La situazione è completamente diversa rispetto agli anni precedenti. Juventus e Milan sono coinvolte nella corsa alla qualificazione in Champions League e lo scontro diretto di Torino assume il peso di una finale.
A sbloccarlo è Brahim Díaz, che nel recupero del primo tempo raccoglie il pallone al limite dell'area e disegna un destro a giro sotto l'incrocio. Nella ripresa Franck Kessié avrebbe anche la possibilità di raddoppiare su rigore, ma Wojciech Szczęsny respinge. Il Milan, però, non accusa il colpo. Anzi. Ante Rebić trova il 2-0 con una conclusione violentissima dalla distanza, quindi Fikayo Tomori sale più in alto di tutti e realizza di testa il definitivo 3-0.
È una vittoria che vale doppio. Non soltanto perché pesa enormemente nella corsa Champions, ma perché interrompe una sequenza che sembrava infinita: dopo nove ko consecutivi in campionato in casa della Juventus, il Milan torna finalmente a uscire vincitore dallo Stadium. Quella notte rappresenta forse più di ogni altra il momento in cui il Milan di Pioli prende piena coscienza della propria crescita. Un anno più tardi arriverà lo Scudetto.
Iscriviti al canale WhatsApp di Milanisti Channel per leggere in anteprima tutte le notizie sul Milan. Entra a far parte di una famiglia rossonera.
Il tabù si spezza: il Milan cambia marcia a Torino
Da quel 3-0 cambia completamente la musica. Nel settembre 2021 arriva l'1-1 firmato da Alvaro Morata e Ante Rebić. Nel maggio 2023, invece, il Milan torna a vincere. Alla vigilia della sfida dell'aprile 2024, i rossoneri risultavano così imbattuti da tre trasferte consecutive all'Allianz Stadium, con due vittorie e un pareggio: un'inversione totale rispetto alle nove sconfitte che avevano inaugurato la storia della sfida nel nuovo impianto.
Solo una volta, nella storia della Serie A, il Milan era riuscito precedentemente a rimanere imbattuto per almeno quattro trasferte consecutive sul campo della Juventus: tra il maggio 1991 e il marzo 1994. Un altro numero rende bene l'equilibrio assunto dalla sfida negli ultimi anni. Considerando gli otto incontri di campionato precedenti al Juventus-Milan dell'ottobre 2025, il bilancio era perfettamente pari: due vittorie a testa e quattro pareggi, con appena otto gol complessivi, quattro per parte. Una media di appena una rete a partita.
Giroud e un altro biglietto per la Champions
Due anni dopo il 3-0, il Milan torna allo Stadium con un altro obiettivo europeo da conquistare. È il 28 maggio 2023 e ai rossoneri manca ancora la certezza matematica della qualificazione alla Champions League successiva. A risolvere tutto ci pensa Olivier Giroud. Al 40' Davide Calabria crossa dalla destra e il centravanti francese anticipa la difesa juventina con uno stacco perfetto, indirizzando il pallone nell'angolo lontano. Wojciech Szczęsny non può arrivarci.
Il match finisce 1-0 e il Milan festeggia direttamente sul prato dello Stadium l'aritmetica qualificazione alla Champions. Quel gol, tra l'altro, assume con il passare del tempo un significato statistico particolare: ancora nell'aprile 2026, la rete di Giroud risultava l'ultima segnata dal Milan alla Juventus in Serie A. Da allora erano trascorsi cinque confronti di campionato senza reti rossonere, striscia record della Juve contro il Diavolo nella competizione.
Negli ultimi anni comandano le difese
Se le sfide del passato hanno regalato spesso gol, ribaltoni e finali incandescenti, negli ultimi anni Juventus-Milan allo Stadium è diventata progressivamente una partita molto più bloccata. Negli ultimi sette anni, infatti, soltanto una volta entrambe le squadre sono riuscite a segnare nello stesso incontro: l'1-1 del 19 settembre 2021. Un dato che testimonia l’aumento dei clean sheet fatti registrare dalle due squadre, ma che soprattutto conferma quanto la sfida sia diventata tattica, venendo spesso decisa da un singolo episodio, se non conclusa con uno sbadigliante 0-0.
Il contrasto con i primi anni dello Stadium è evidente. Allora la Juventus riusciva quasi sistematicamente a trovare il modo di vincere. Oggi, invece, il margine tra le due squadre si è ridotto e il confronto è diventato molto più equilibrato. A farne le spese, però, è stato spesso lo spettacolo.
Stasera sarà il momento dei nuovi attacchi di prendersi la scena?
Dopo l'importante mercato estivo di entrambe le società, la speranza è che stasera tocchi nuovamente agli attacchi essere protagonisti. Allo Stadium, infatti, si ritroveranno due squadre profondamente cambiate e ancora alla ricerca della propria nuova identità, ma con grande potenzialità offensive. Da una parte il Milan di Ruben Amorim, reduce da un avvio di campionato a punteggio pieno e che spera di aver trovato in Gonçalo Ramos l'attaccante del futuro, in attesa di scoprire cosa può dare Diego Moreira. Dall'altra la Juventus di Luciano Spalletti, anch'essa a quota sei punti e pronta a misurare le proprie ambizioni e il nuovo duo di punte composto da Randal Kolo Muani e Nick Woltemade, contro una diretta concorrente.
© RIPRODUZIONE RISERVATA