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Serie A

Como-Milan, statistiche e numeri: dominio dei lariani, cinismo rossonero

Carmine Panarella
Carmine Panarella
I padroni di casa fanno e disfano: rossoneri più cinici che invece portano a casa il bottino pieno e mettono pressione all'Inter
00:33 min

Allo stadio Giuseppe Sinigaglia il tabellino recita Como-Milan 1-3, anche se le statistiche raccontano una partita molto più complessa. La squadra di Cesc Fabregas ha dominato per lunghi tratti, controllando il gioco e imponendo il proprio ritmo, mentre il Milan di Allegri ha scelto una strada diversa: attendere, soffrire e colpire con freddezza. Il risultato finale ha premiato la squadra più cinica, non quella più propositiva, sulla scia anche dei recenti precedenti tra Como e Milan.

Il dominio del Como nei numeri

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Il Como ha interpretato la gara secondo i principi voluti da Fabregas, puntando su possesso e costruzione dal basso. Il 68% di possesso palla e i 661 passaggi completati contro i 320 del Milan raccontano di una squadra sempre dentro la partita, capace di schiacciare i rossoneri nella propria metà campo. Anche la produzione offensiva è stata importante: 18 tiri totali, 8 calci d’angolo e un valore di xG pari a 1.78, superiore a quello degli avversari. Degna di nota anche la traversa colpita da Nico Paz al 59', probabilmente il vero momento chiave della partita che ha impedito ai lariani di trovare il pareggio.

Il vantaggio firmato da Kempf sembrava poter indirizzare la gara, dando ulteriore fiducia ai lariani. Il limite del Como, però, è stato nella gestione dei momenti chiave: a fronte di due grandi occasioni create, come il Milan, è arrivato un solo gol: troppo poco per concretizzare una supremazia così evidente. Degna di nota anche la traversa colpita da Nico Paz al 59', probabilmente il vero momento chiave della partita che ha impedito ai lariani di trovare il pareggio.

Il cinismo del Milan di Allegri

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Il Milan ha giocato la partita che mister Massimiliano Allegri ama di più: pochi fronzoli e massima efficacia. Con appena 32% di possesso palla e 7 tiri complessivi, i rossoneri hanno colpito nei momenti decisivi. Il rigore trasformato da Nkunku, che ha portato il punteggio sull’1-1, ha cambiato l’inerzia del match, spezzando l’entusiasmo del Como. Da lì in poi è salita in cattedra la concretezza milanista, con Rabiot protagonista assoluto grazie a una doppietta che ha chiuso la partita. I tre gol a fronte di 1.28 xG certificano un’efficacia superiore, figlia di qualità individuale e freddezza sotto porta.

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Il dato delle parate è emblematico: 8 interventi del portiere del Milan Mike Maigan contro 1 solo di Butez del Como. Un segnale chiaro di quanto la squadra di Allegri abbia saputo soffrire senza perdere equilibrio. Anche nei contrasti (20 a 12) il Milan ha mostrato maggiore solidità difensiva.

Milan in piena corsa Scudetto

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La sconfitta lascia il Como di Fabregas fermo al sesto posto con 34 punti, con la sensazione di aver raccolto meno di quanto meritato. Il Milan di Allegri, invece, vola al secondo posto a quota 43, portandosi a -3 dall’Inter capolista e confermando una volta di più la sua capacità di vincere anche e soprattutto nei momenti di difficoltà.