Tengono banco, sia la sconfitta contro il Parma di ieri, sia l’addio, praticamente certo, a una possibile rincorsa all’Inter per lo scudetto. Il crollo rossonero è stato del tutto inatteso, pur arrivando contro una cosiddetta “piccola”, da sempre punto debole della squadra di Allegri. Ora, abbandonate le velleità tricolori, il Milan deve guardarsi alle spalle e blindare al più presto il piazzamento Champions, senza rischiare un contraccolpo mentale dopo il ko di ieri: gli 8 punti sulla Juventus rappresentano un buon margine, ma non sufficiente per rilassarsi. Del resto un pareggio e una sconfitta nel giro di 4 giorni costituiscono un campanello d’allarme.
OLTRE MILAN-PARMA
Leao, un silenzio che parla: e il Milan si guarda le spalle

Leao: gol al Sassuolo annullato, gol al Parma convalidato...
—Un pari all’andata, un ko qui se Modric non è al massimo, Rabiot ancora meno e Leao continua a essere sacrificato in un ruolo non suo. A proposito, nonostante il silenzio, Leao si fa sentire benissimo. La sua è l'unica "voce" rossonera sull'episodio che nel finale ha deciso la sfida. A 12 tappe dal traguardo finale, e con 3 scontri diretti da affrontare prossimamente (Inter, Juve e Atalanta), è il caso di controllare meglio la contabilità del secondo posto perché non è più così blindato.
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L’amarezza l'ha fatta da padrona nel post gara di una partita cominciata male e finita con l'Inter a più dieci. Anche sul fastidio che avrebbe potuto esserci per aver vissuto un altro episodio arbitrale controverso. In settimana, sotto quell'aspetto, il club rossonero aveva già fatto trasparire a chi di dovere un po' di insofferenza per le decisioni arbitrali prese nel match giocato contro il Como e in altri precedenti.
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