milanistichannel news milan Il derby si gioca a San Siro: Tomori “Questo stadio mi ha fatto fare Wow!”

MENTALITA' ALLEGRI, TOMORI IN SINTONIA

Il derby si gioca a San Siro: Tomori “Questo stadio mi ha fatto fare Wow!”

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In un'intervista rilasciata a The Athletic, il difensore rossonero Fikayo Tomori ha parlato a due giorni dal derby di vari temi legati al Milan, ripercorrendo le tappe della sua carriera in maglia rossonera.

Fikayo Tomori ha ripercorso con emozione il suo arrivo al Milan nel gennaio 2021, ricordando lo shock surreale della telefonata di Paolo Maldini: "È stato un momento surreale. Lo guardavo in TV, avevo sentito così tante storie. Una leggenda del Milan! E lui: 'Sì, vogliamo ingaggiarti per il Milan'. Quando sono arrivato, ho firmato in prestito e con un prestito non si sa mai cosa può succedere". A distanza di cinque anni, il difensore inglese conserva ricordi indelebili, su tutti lo Scudetto del 2022: "La sfilata con il pullman doveva durare due ore. Alla fine siamo rimasti cinque perché c'era tantissima gente per strada. Siamo arrivati al Duomo e l'unica volta che l'avevo visto prima era con i turisti che scattavano foto. Siamo arrivati ed era pieno. Non si vedeva il pavimento. C'erano solo gente, fuochi d'artificio e rumore. Ho pensato: 'Questa è una vera istituzione del calcio. Questa è vera passione e amore'".

Milanello, il cordone ombelicale di Tomori

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Il legame con la storia rossonera è alimentato quotidianamente dall'atmosfera di Milanello: "È la prima cosa che ti colpisce. Le immagini di tutte le serate di Champions League. Vedi Maldini, Franco Baresi, Andriy Shevchenko, Kakà. Tutte queste leggende. Tutti questi trofei. Tutti questi ricordi. Questo posto è storia ed eredità. Fa parte della cultura. È una bella sensazione semplicemente perché tutti questi grandi giocatori erano qui, hanno percorso gli stessi gradini, gli stessi corridoi, hanno visto le stesse cose e giocato sugli stessi campi". Un senso di appartenenza che è nato fin dal suo esordio nel derby di Coppa Italia: "C'era il Covid e i tifosi sono venuti al campo di allenamento. Questo non succede in Inghilterra. Sventolano bandiere, hanno esposto striscioni e tutto il resto. Immediatamente, succede e pensi: 'Questa è una partita diversa. Il derby è diverso'. Poi arrivi allo stadio. Sei sull'autobus e senti i tifosi che tifavano. All'inizio ho pensato: 'Aspetta, cosa sta succedendo qui?'".

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Ancora Tomori: "Ricordo la prima partita che ho giocato a San Siro dopo il ritorno dei tifosi sugli spalti dopo la pandemia. Credo fosse contro il Cagliari. Lo stadio era pieno e ho pensato: 'Phwoar'. Da piccolo giocavo a FIFA. Potevi scegliere lo stadio in cui giocare e – non so – era Manchester United contro Chelsea, ma potevi anche scegliere di giocare a San Siro. Lo facevo spesso con i miei cugini e pensavo: 'Wow! Eccolo. Questo è San Siro!'. La Curva Sud? Non esiste in Inghilterra. Avere questi tifosi ultra appassionati che cantano per 90 minuti. Anzi di più perchè sono lì prima del riscaldamento e sono lì dopo la partita. Anche questo di per sé è un altro dettaglio che rende la partita così speciale. Mi sembra di averne parlato anche ai miei amici, ma non hanno mai capito veramente cosa stessi dicendo finché non sono venuti allo stadio". Sul piano tecnico, Tomori ha spiegato la filosofia portata da Massimiliano Allegri: "Ha detto: 'La scorsa stagione abbiamo segnato, non so, più di 80 gol. Queste sono le statistiche della Champions League. Tuttavia, ne abbiamo subiti più di 40. Questo significa il sesto posto o forse, in un anno buono, il quarto'. Ha aggiunto: 'Questo non vuol dire che i difensori siano scarsi o che non stiano facendo il loro lavoro, il portiere non sta facendo il suo. Vuol dire che tutta la squadra deve avere la mentalità che non possiamo subire così tanti gol perché se non ne subiamo così tanti, saremo in testa alla classifica, soprattutto con i giocatori che abbiamo in attacco'".

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Il difensore si è poi soffermato sui suoi compagni di reparto avanzato. Su Rafael Leao osserva: "Era quasi come se non sapesse quanto fosse bravo perché tutto gli veniva naturale. È uscito dal grembo materno ed è così che ha imparato a giocare a calcio. Semplicemente non sapeva come usare quello che aveva. Tutti se ne sono accorti l'anno in cui abbiamo vinto lo Scudetto, quasi come se avesse capito: 'Wow. Posso farcela! Posso farcela!'". Per quanto riguarda Christian Pulisic, Tomori aggiunge: "La gente lo sottovaluta. La gente non si rende conto di quanto sia veloce. Non si rende conto di quanto sia bravo con la palla, di quanto sia intelligente. Te ne rendi conto solo quando ti segna un gol. Lo conoscevo dai tempi del Chelsea. Puli è un professionista di altissimo livello. Un ragazzo davvero di altissimo livello. Vuole sempre migliorare. Se sbaglia un tiro in allenamento, si chiede: 'Perché l'ho fatto?'. Ma è davvero calmo e piacevole stargli accanto, è molto equilibrato. Il suo rapporto gol/minuto è incredibile e, nonostante gli infortuni in questa stagione, ogni volta che è stato chiamato in causa, ha fatto la sua parte. So che per lui è stato frustrante essere infortunato e anche per noi è stato frustrante perché lui è stato incredibile". Infine, lo sguardo è rivolto al sogno Mondiale con l'Inghilterra: "Io e il ct Tuchel abbiamo parlato qualche mese fa e ha detto sono in corsa e che non c'è molto da fare, solo andare avanti. Nel calcio e nella vita può succedere di tutto. Sono concentrato su me stesso, faccio del mio meglio per aiutare me stesso, per aiutare il Milan. E poi, come ho detto, spero di essere convocato".