Contestata la regolarità dell'elezione per mancanza di tesseramento. La replica: "Ne va dell'autonomia del nostro calcio".
ORDINE, Per Malagò bisogna accordarsi con la Lega Dilettanti di Abete
Un nuovo terremoto scuote i palazzi del calcio italiano. Proprio mentre la Nazionale muove i primi passi per la ricostruzione, la FIGC si trova a un passo dal commissariamento a causa di un problema burocratico legalo all'elezione del presidente, Giovanni Malagò. Il caso è esploso a seguito dell'ultima riunione della Giunta del CONI, dove è emerso che al momento della presentazione ufficiale della candidatura, Malagò non risultava regolarmente tesserato.
La posizione del CONI
A chiarire i contorni della vicenda è stato Luciano Buonfiglio, presidente del CONI, leggendo le conclusioni del procuratore Generale Ugo Taucer: "Alla luce di quanto riconosciuto dallo stesso Procuratore Generale Ugo Taucer, risulta incontestabilmente accertato che il dott. Malagò non fosse tesserato al momento della presentazione della candidatura. Qualora la Figc avesse inteso consentire di prescindere dal possesso di questo requisito soggettivo, avrebbe dovuto prevederlo espressamente, come avviene per i componenti degli organi di giustizia e per i revisori dei conti".La reazione di Gravina
Di parere opposto Gabriele Gravina, ha espresso forte contrarietà di fronte all'ipotesi di azzerare i vertici federali. Definendo la prospettiva del commissariamento come "assurda": "La credibilità del nostro calcio va difesa da ripetuti tentativi di invasione di campo che ne minano l'autonomia. Ci vuole più rispetto per la Federcalcio, per il suo presidente Malagò e per le sue componenti".I prossimi passi
La palla in mano passa ora al Consiglio Nazionale del CONI, chiamato a votare ufficialmente per il commissariamento della FIGC. Per evitare ripercussione sul piano agonistico attorno alla Nazionale di Roberto Mancini impegnata in Nations League, qualsiasi decisione verrà posticipata a dopo la sfida Italia-Turchia del 5 ottobre.© RIPRODUZIONE RISERVATA