- Calciomercato
- Squadra
- Milanisti d'Italia
- Coppe Europee
- Coppa italia
- Social
- Milan partite e risultati live
- Redazione
Il Corriere della Sera rievoca con Sandro Nesta quel 1' settembre 2002, quando il fuoriclasse si affaccia al balcone dell'Hotel Gallia per salutare i tifosi del Milan: "Stavo male veramente. Da tre anni mi dovevano vendere per questioni di bilancio e quella mattina, quando mi ero allenato a Formello, avevo pensato "vai, anche quest' anno è andata". E invece a fine sessione avvisarono me e Crespo che eravamo stati ceduti. Il meglio però avvenne la sera". Cioè? "Con Adriano Galliani ero andato come ospite a Pressing. Alla prima pausa pubblicitaria venni ripreso: "Sorridi, perché i giocatori al Milan sono solo felici".
"Sono andato forte quando ho capito che non ero arrivato solo nella squadra migliore del mondo, ma nel club in quel momento al top per organizzazione, visione e capacità economica". La partita che non dimenticherà? La finale di Manchester del 2003 con la Juve. È stata la mia prima. Poi da lì è diventato un obbligo arrivare in fondo alla Champions".
Iscriviti al canale Whatsapp di Milanistichannel per leggere in anteprima tutte le notizie sul Milan. Entra a far parte di una famiglia rossonera.
Il compagno con maggior talento? "Andrea Pirlo. Sapevo che era bravo, ma solo quando ho potuto lavorare con lui mi sono accorto che era geniale". L'esempio da seguire? "Paolo Maldini. Quando sono arrivato a Milano e ho visto che, pur non essendo un ragazzino, andava sempre a 300 all'ora ho capito perché il Milan vinceva sempre e noi alla Lazio ci aggrappavamo a un sacco di scuse per giustificare gli insuccessi". Il giocatore con cui ha discusso di più? "Seedorf. Abbiamo avuto tanti scontri, ma le nostre liti erano sempre per il bene del Milan. Siamo molto amici, una volta doveva andare a Los Angeles e mi ha lasciato suo figlio a Miami per tre giorni". Come vede Gattuso nei panni del ct? "La ferocia di Rino non va mai in pausa: anche in vacanza invece di rilassarsi in spiaggia va a correre come un matto. Ora vengo apposta in Italia a Bergamo la prossima settimana per sostenerlo. Con il suo entusiasmo contagerà i giocatori. Non possiamo non qualificarci ma gli azzurri devono assumersi le responsabilità e capire che devono tenere in salute il calcio italiano" .
© RIPRODUZIONE RISERVATA