L'attaccante rossonero ha rilasciato un'intervista di speranza e fiducia al Time dichiarando tutta la sua positività e l'emozione per questa competizione
Christian Pulisic ha rilasciato un'intervista al Time dove ha parlato del recente inizio dei Mondiali di calcio. Le doti offensive di Pulisic lo portano a segnare spesso e fornire assist per i compagni: lui vive per questo, come dichiarato nell'intervista. L'ultimo periodo, però, non è stato facilissimo per l'ala statunitense. Nonostante il grande lavoro svolto settimanalmente, i risultati faticano ad arrivare. Questo però non spaventa l'attaccante degli Stati Uniti, che continua a sognare la vittoria del Mondiale con la sua nazionale: d'altronde è il sogno di ogni bambino.
@time Pre-game hype ritual? Toughest defender he’s ever faced? First thing he does after a big win? American soccer standout Christian Pulisic shares all, including his soccer GOAT.
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Pulisic "la ragione per cui gioco è di creare azioni offensive"
Pulisic ha spiegato che l'essenza di attaccare la porta avversaria rappresenta per lui un motore, il motivo principale che lo spinge a giocare. Christian rispetta tutte le fasi del gioco, ma nella sua testa l'obiettivo è sempre uno: "Attaccare la porta, creare azioni offensive, per me, è la ragione per cui gioco. Ovviamente è necessario partecipare alle altre fasi, difendere e correre, cose differenti. E' giusto e tutto quanto. Ma quello che mi dà gioia ed eccitazione è creare occasioni per segnare".Le parole di Pulisic sulla vita fuori dal campo
La vita del calciatore viene spesso idealizzata, ma Pulisic ha voluto svelare alcuni momenti privati vissuti con la sua ex ragazza: "Ho un modo tutto mio di pensare alla mia performance, ho sempre voluto essere vicino al campo di allenamento, perché è il mio lavoro, è quel che faccio ogni giorno. Mi ha aiutato molto, ma mi ha reso anche miserabile qualche volta. Alexa Melton (la sua ex) era divertente, mi ha supportato in ogni modo. Voleva spingermi a godermi la vita un po' di più, a fare cose con lei e in generale, le ero grato per questo".Le paure che hanno caratterizzato la sua vita sportiva e la voglia di vincere il Mondiale
I momenti difficili di Pulisic sono stati tanti. Il numero 11 del Milan ha spiegato come questo mondo possa essere un'altalena di emozioni complessa da gestire: "E' fantastico essere un calciatore professionista, ma l'idea di farlo davvero era spaventosa per me, ero veramente terrorizzato. L'anno più difficile della mia vita. Cominci a sentirti quasi come se i compagni non volessero il tuo successo", dice a proposito del suo trasferimento dagli USA al Borussia Dortmund. Secondo lui, però, queste dinamiche sono intrinseche allo sport: "Quando si dice che non è stato un periodo di successo è interessante, perché invece a me sembra sia così che vada la carriera di tutti, non è solo un crescendo costante".
"Alla fine della fiera, se giochiamo un buon Mondiale tutto sarà dimenticato. Tutti parleranno di quanto siamo forti, è così che funziona. I miei piani sono di segnare goal, non penso alla mia astinenza". Sulla possibilità di alzare il trofeo ha aggiunto: "Sì, non è proprio così che lavoro, ma riesco a mettermi a letto e immaginarmi con in mano la Coppa del Mondo. L'ho fatto da bambino, non smetterò di farlo. Devi crederci, perché no? Spero solo di non essere antipatico come nel 2022, quel goal contro l'Iran mi ha aiutato a rilassarmi ma è pur sempre il mio modo di essere".
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