Milanisti Channel
I migliori video scelti dal nostro canale

milanistichannel news milan Pato torna a parlare di Milan: “Eravamo una famiglia, con Ancelotti imparai il vero rispetto”

le voci

Pato torna a parlare di Milan: “Eravamo una famiglia, con Ancelotti imparai il vero rispetto”

pato
Il racconto del fenomeno brasiliano che rivela alcuni aneddoti dei suoi anni con il Milan
Federico De Milano
Federico De Milano Caporedattore 

In una recente intervista concessa ai microfoni di The Athletic, è tornato a parlare di Milan anche Alexandre Pato. L'ex attaccante del Milan ha ricordato il momento del suo arrivo nello spogliatoio rossonero per la prima volta: "Ancelotti ha detto a tutti di alzarsi in piedi quando sono entrato. Ogni giocatore è venuto da me a salutarmi e lì ho pensato che quello fosse davvero molto rispetto. Puoi essere il miglior giocatore del mondo, ma devi rimanere umile. Devi avere rispetto per gli altri. Al Milan non si trattava solo di calcio, eravamo una famiglia. Ecco perché quella squadra ha vinto tutto. Se andavi in ​​campo e vedevi come si allenavano, pensavi che dovevi sempre fare lo stesso".

Iscriviti al canale WhatsApp di Milanisti Channel per leggere in anteprima tutte le notizie sul Milan. Entra a far parte di una famiglia rossonera.

Pato ricorda i tempi in rossonero: "Giovano con i miei idoli che sceglievo sulla PlayStation"

—  

In seguito il talento brasiliano ha svelato anche la sua emozione nel giocare in Serie A e nell'allenarsi a Milanello con delle vere e proprie leggende del calcio: "Nello spogliatoio, alla mia destra, c'era Paolo Maldini. Poi, di fronte a me, Kaká e Ronaldo. Era una squadra di leggende: i ragazzi con cui avevo giocato alla PlayStation per tutta la vita. Quando sono arrivato a Milano mi dicevano che potevo essere il nuovo Ronaldo, ma non mi sono mai sentito il nuovo Ronaldo. Mi allenavo solo perché amavo giocare, ero con i migliori giocatori del mondo".

Infine, Pato ha commentato con rammarico i suoi problemi con i molti guai fisici che ne hanno frenato la carriera: "Gli infortuni sono uno degli aspetti più difficili del calcio, la gente vede solo la partita. Non vede le lunghe file di giocatori infortunati che devono recuperare. L'unica cosa che si desidera è tornare in campo. Dopo il primo, poi il secondo e il terzo infortunio, giocavo due partite e poi mi infortunavo di nuovo. Non credevo più in me stesso".