L'ex brasiliano del Milan ha raccontato tanti aneddoti.

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Alexandre Pato: "Ho sofferto ma ringrazio lo sport, mio figlio? Si vedrà"

Al festival dello sport di Trento, oggi, c'era Alexandre Pato. L'ex Milan, intervistato da Eleonora Boi, ha raccontato episodi e aneddoti della sua vita, legati al suo periodo con la maglia rossonera e non solo.

Pato e il suo Milan al festival dello Sport di Trento

Entra tra gli applausi e le persone che lo acclamano: Pato! Pato! L'ex centravanti del Milan, il grandissimo talento, mai dimenticato dai tifosi rossoneri sale così sul palco del festival dello sport di Trento e quasi si commuove immediatamente. E rischia di commuoversi anche due minuti dopo, quando gli viene mostrato il video del suo storico gol contro il Barcellona: “Lo dico dal cuore: mi emoziono ancora. Sentire la gente, che dopo anni, si emoziona ancora è incredibile. Ed è bellissimo vedere che le persone si ricordano ancora di quella rete. Inoltre, segnare un gol così contro il Barcellona è stato emozionante. Dopo che avevo fatto gol, tutto lo stadio era ammutolito, silenzioso. E io mi chiedevo: 'Ma perché non esultano con me?'”.
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AC Milan v Udinese Calcio - Serie A
MILAN, ITALY - JANUARY 09: Pato of AC Milan celebrates a goal during the Serie A match between AC Milan and Udinese Calcio at Stadio Giuseppe Meazza on January 9, 2011 in Milan, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Il ricordo del Milan che fu e il pensiero su quello odierno

Poi, ha anche raccontato del suo arrivo a Milanello e di come e perché ha deciso di andare nel club rossonero. E anche una considerazione su come era vivere quella squadra con tanti brasiliani: “Quando mi è arrivata la proposta ne avevo anche altre: ma ho scelto subito il Milan. Avevano vinto la Champions League da poco, c'erano Kakà, Cafù e tanti altri del Brasile. E quella è stata una delle scelte migliori che ho fatto nella mia vita. Io giocavo con loro alla Playstation e poi ero lì che giocavo con loro in campo, dal vivo. Mi hanno aiutato tanto: avevo 18 anni, ero piccolo e passavo tanto tempo con loro”. Alcune belle parole, poi, le ha spese per Ancelotti, all'epoca allenatore dei rossoneri: “Ero appena arrivato a Milanello. Lui mi ha portato dalla squadra, mi ha presentato a tutti. E tutti si sono alzati in piedi e mi hanno stretto la mano. E da questo si vede quanto i giocatori lo rispettavano”.

Il Papero ha anche ammesso di seguire sempre il Milan: “Ancora oggi è una squadra che tocca il mio cuore”. E spende belle parole anche sul Milan di oggi e sul progetto di Cardinale “Era la squadra più forte al Mondo, ma sono certo che il vincerà ancora. Sono sicuro che Cardinale ci proverà. Spero anche che Modric possa fare tanto per questo club. E mi piace tanto Pulisic: tornerà sicuramente al suo livello di prima, farà tanto e darà tanto per i colori rossoneri”.

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