Paolo Di Canio e il campionato italiano, sui rapporti di forza dice la sua a margine della Sanremo Padel Experience
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a cura di Lucia Laudando/Agipro -
Per Juventus e Milan la partenza è invece stata in salita: “Gli allenatori hanno dovuto fare di necessità virtù. Il club è andato a riprendere giocatori che non facevano parte del progetto e per questo mandati via. Penso a Musa nel Milan, o Nico Gonzalez – continua Di Canio a margine della Sanremo Padel Experience - La Juve non ha preso attaccanti che sono attaccanti. Woltemade è stata una mossa di chi è alle strette sul mercato. Volevano uno di peso e l’hanno preso, bravo tecnicamente ma Spalletti voleva uno alla Osimhen e gli anno preso il tedesco, bravo coi piedi e molto fisico, ma non uno che va negli spazi… Kolo Muani? Altro ritorno… Forse distratto, diciamo così, dal prezzo pagato e soprattutto dal fatto di non avere concorrenza per il ruolo. A volte non si fa apposta ma se nessuno ti soffia alle spalle può capitare di ‘appoggiarsi’. E poi non ha fatto gol, si è intestardito nel cercarlo e ha sentito la pressione, senza dimenticare che Spalletti a inizio stagione, credo per stimolarlo, abbia ricordato che se non giocava da due anni ci sarà pure un motivo… quando è arrivato Spalletti dopo due mesi sembrava che la Juve avesse trovato un assetto ma non è stato così”.
Di Canio e il Milan con il caso Modric
“Il Milan è messo peggio. Arriva uno staff tecnico nuovo, un allenatore che conosco benissimo da Manchester, che va dritto per la sua strada e fa scelte nette. A Manchester mise fuori Rashford, con lui se non dai il 100% in allenamento ti mette fuori. L'ha fatto con Modric per altri motivi ovviamente. Lui è un fuoriclasse ma ha 41 anni e nella riaggressione, andare avanti, portare sei uomini oltre la palla, può esserci un problema se non gioca con un modulo che lo protegge. E con Amorim non è così. Lui è anche disposto a rivedere alcune cose, ma il Milan ha un ambiente particolare e non mi pare ci sia la ‘fame’ che c’è a Como o a Roma. Forse perché il progetto si è ridimensionato o perché i senatori mentalmente non sono più freschi e disposti a buttarsi nel fuoco. Penso a Rabiot e Maignan che arrivano in ritiro la settimana dopo il raduno. Lecito dopo il Mondiale, Ma è una cosa da professionista che appllica le regole, professionisti moderni che timbrano il cartellino. Se sei un leader o, peggio, il capitano e sta partendo un progetto nuovo, devi presentarti un giorno prima, non la settimana dopo, perché hai tutta la vita per fare le vacanze…”.
Già, i leader e il pensiero va a un ex compagno speciale nel Milan: “Il leader era Franco Baresi. Lui arrivava sempre prima di tutti. Ci metteva la faccia, come si dice. E quando qualcosa andava storto o dicevi una parola di troppo, a lui bastava un’occhiata per farti abbassare lo sguardo. Quando il Capitano ti guardava in quel modo era sentenza di Cassazione”.
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