Il Milan dell'esordio in campionato, a Torino, aveva fatto ben sperare: vittoria e aggressività, secondo il manifesto di Ruben Amorim. Poi...

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I tifosi hanno cantato tutta la partita, ma il Milan non ha reagito

La squadra che è tornata a San Siro dopo due partite in trasferta il risultato di scelte discutibili: gruppo imbottito di riserve, con poco carattere, senza l'intensità che doveva essere il segno distintivo del nuovo corso e che invece è svanita dopo meno di due partite. L'Europa League doveva servire per rialzare la testa dopo due pareggi incolori in campionato contro Juventus e Lazio e invece fischi e occhi bassi.

Milan, Gonçalo Ramos ne fa le spese

L'attaccante portoghese è costretto a giocare lontano dalla porta per cercare di toccare palloni, ma il suo compito sarebbe quello di fare gol, non di cucire il gioco. La fase offensiva è un problema: con quella di ieri sera, sono cinque le partite senza segnare nel primo tempo e questo è un fatto. E poi rimane all'occhio la panchina, per novanta minuti Luka Modric non è mai stato mandato a scaldarsi ed è stato tra i primi a lasciare San Siro nel post-partita.Amorim stavolta ci mette del suo: lasciare fuori tutti i big in una serata del genere, dal sapore di Champions, non è stata una grande idea. Modric, Rabiot, Pulisic, Gila, Moreira che arrivava dalla doppietta alla Lazio: tutti fuori. Perché? Terracciano non era titolare dal 29 dicembre 2024...
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Accompagnati da oltre 4mila tifosi che si fanno sentire dal terzo anello, anche i portoghesi si presentano con diverse riserve, perché domenica c'è lo scontro al vertice in Primeira Liga col Porto. Ma la squadra guidata dal brillante Marco Silva sa muoversi anche con le seconde linee: ha corsa, identità, tecnica. Amorim è stato avventato e coraggioso - il confine è molto sottile - nel lanciare dal 1' diversi ragazzi, su tutti Cisse e Hutchinson. Il tecnico portoghese sta cercando l'alchimia giusta, deve sbrigarsi a trovarla. Va avanti con le sue idee, è cocciuto, a volte troppo. Ieri Modric ha guardato la partita dalla panchina, Rabiot ha giocato solo una manciata di minuti. Di più, sulla corsia destra Chukwueze ha mostrato limiti evidenti in fase difensiva: farlo giocare a tutta fascia sembra un azzardo eccessivo.
Insomma, c'è turn over e turn over. Quello del Benfica, legittimato dall'arrivo della sfida con il Porto di domenica prossima, ha una grande virtù: puoi cambiare gli interpreti, lasciare in panchina Pavlidis (14 gol in 11 presenze) ma se hai un copione calcistico collaudato e un palleggio intelligente, riesci egualmente a far bella figura a San Siro in occasione del debutto di Europa League. Così matura la prima sconfitta della stagione per Amorim e il suo calcio indecifrabile che invece di compiere progressi sembra fare una marcia indietro pericolosa.

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