- Calciomercato
- Squadra
- Milanisti d'Italia
- Coppe Europee
- Coppa italia
- Social
- Milan partite e risultati live
- Redazione
La sconfitta di ieri sera al Maradona è costata il secondo posto in classifica e l’addio ai sogni di rincorsa allo scudetto: ora bisogna consolidare il prima possibile la zona Champions, a partire dall’impegno di sabato a San Siro contro l’Udinese. Il Milan appare involuto, con tre sconfitte nelle ultime sei partite: i cambi in panchina abbiano fatto davvero la differenza in favore del Napoli, ma l’attenzione generale viene posta soprattutto sul reparto offensivo, bocciato universalmente per non essere stato in grado di concretizzare. In discussione la scelta di Allegri nello schierare un inedito tandem d’attacco con Fullkrug e Nkunku (entrambi deludenti): le sostituzioni fatte in corso d’opera sono state tardive e, in ogni caso, poco incisive.
Nonostante il gol subìto per una disattenzione difensiva, il vero problema sia il fronte offensivo, giudicato universalmente troppo inconcludente.
Iscriviti al canale Whatsapp di Milanistichannel per leggere in anteprima tutte le notizie sul Milan. Entra a far parte di una famiglia rossonera.
Anche ieri Allegri ha scelto un’interpretazione conservativa, ha operato cambi protettivi e, al solito, solo nella disperazione dello svantaggio, ha osato di più. Ancora una volta non ha ottenuto nulla dalle sue punte ed è stato abbandonato dall’uomo più fidato (Rabiot). Una produzione offensiva insufficiente, soprattutto se l’idea era quella di provare lo scatto in classifica: ormai chiusa ogni strada che poteva portare allo scudetto (ufficialmente mai aperta). Rafa ha lo strappo, segno che la condizione fisica non è così scadente: nella retrocessione del portoghese a ultima scelta d’attacco deve esserci anche altro, magari una determinazione non più feroce come a inizio stagione.
© RIPRODUZIONE RISERVATA