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"Per fare il Capitano devi essere educato, essere un esempio, essere un riferimento... Ci sono rospi da ingoiare, bisogna imparare ad accettare una sostituzione, a mostrarsi ogni tanto altruista. Non è una questione di giovani e vecchi... È questione di cuore, di presenza, di ascolto". Diceva così Alessandro Del Piero. Per essere un buon capitano bisogna possedere queste qualità. Essere il primo ad entrare in campo e l'ultimo ad uscire. Dare sempre la carica ai compagni fino alla fine. Ecco le gerarchie per tale ruolo nel Milan.
Quando si costruisce una squadra è sempre importante sapere chi sarà il capitano. Colui che avrà il grande compito di guidare la nave. Ma non basta una fascia al braccio per fare di un giocatore un vero leader, serve prima di tutto carattere e senso di sacrificio. Insomma, se vuoi essere capitano non bisogna mai dire "mi arrendo". Dopo l'addio di Davide Calabria in casa Milan era tempo di dare inizio ad un nuovo corso, partendo dalle gerarchie.
In questa stagione, come lo si spera nelle prossime, a portare la fascia di capitano è Mike Maignan. Per il francese, è già importante annotarlo, si tratta di un record perché dopo ben 64 anni è uno straniero ed essere scelto come capitano dei rossoneri. L'ultima volta è successo nella stagione 1960-61 quando ad essere onorato di tale merito è stato lo svedese e bandiera rossonera Niels Liedholm.
Maignan è arrivato a Milan nel 2021 dal Lilla e subito si è rivelato un punto fermo per il Diavolo. Primo anno, primo scudetto da grande protagonista. Un traguardo che il Milan non raggiungeva ormai da 11 anni. La sua scelta come capitano è stata tutta di Massimiliano Allegriche, una volta tornato a Milanello, ha messo subito le cose in chiaro: voleva puntare sull'estremo difensore transalpino. Senso di appartenenza, carisma e prestigio non sono mero formalismo.
Se Maignan è sicurissimo della sua posizione di capitano, lo stesso però non si può per Rafa Leao. Il portoghese nelle gerarchie di Allegri come il ruolo di vice-capitano. E' un giocatore importante che quando vuole può cambiare il volto della partita ma che al momento ha bisogno di ritrovare se stesso. Le sue ultime uscite non sono state soddisfacenti, e questo il popolo rossonero se ne è accorto, motivo per cui deve tornare ad essere quel giocatore che 4 anni fa è stato uno degli elementi fondamentali per il tricolore. Soprattutto adesso che la lotte con l'Inter è più che aperta.
Anche nelle gerarchie di capitano serve un piano di riserva. Quando in campo non ci sono né Maignan né Leao la fascia passa ad un altro che ormai conosce bene l'ambiente rossonero. Stiamo parlando di Fikayo Tomori. Forse non ha la stoffa del leader quanto il francese ma ogni volta che è stato chiamato in causa ha sempre risposto presente. L'idea di poter indossare la fascia non spaventa l'inglese, al contrario, lo carica.
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