In esclusiva ai microfoni di CBS Sport Ardon Jashari, centrocampista belga del Milan, si è raccontato durante la trasmissione Moorning Footy. L'ex Brugge ha avuto modo di parlare della sua esperienza in rossonera, partendo dall'infortunio patito ad inizio stagione e di come i compagni l'abbiano sostenuto fin dal suo arrivo.
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Milan, Jashari si racconta: “Un sogno essere qui. Allegri? Un grande allenatore”
L'intervista a Jashari

Come hai vissuto il periodo dell'infortunio subito dopo il tuo arrivo al Milan?"Dopo appena tre settimane mi sono infortunato e per me è stato fondamentale avere intorno persone calorose. L'importante era restare concentrato e ricordarsi per quale club stai giocando. Nel mio caso, il Milan era un sogno. Sono arrivato in questo Club e mentre ero infortunato mi sono concentrato solo sul tornare di nuovo in forma, cosa tutt'altro che semplice. Certo, perché l'infortunio è solo la prima fase: la seconda è riuscire a tornare al livello fisico che avevi prima. Credo che sia andata davvero molto bene. Grazie allo staff e ovviamente ai compagni: vederli allenarsi ogni giorno senza poter lavorare con loro è stato difficile. Però guardandomi indietro, ho imparato ad apprezzare anche quel periodo, perché è un'esperienza che, in una carriera, è quasi impossibile non vivere. Per questo sono davvero molto felice di essere tornato con la squadra".
La fase della preparazione estiva è fondamentale per affrontare al massimo la stagione sportiva, com'è stato dover tornare al massimo della condizione non potendo fare del tutto la preparazione?
"È sempre molto, molto difficile quando non puoi prendere parte alla preparazione estiva, perché è il momento in cui si giocano tante partite. Credo che l'intensità della preparazione sia più alta rispetto a quella della stagione, ma durante il periodo dell'infortunio mi sono allenato soprattutto in sessioni individuali. Quando gli allenamenti durante la stagione sembrano più leggeri e l'intensità non è davvero alta, devi spingerti da solo per ritrovare il ritmo, cosa che è molto complicata. E poi, quando hai l'occasione di giocare, vale lo stesso discorso. Devi sempre andare al limite, spingerti oltre, per tornare in condizione. Io ci ho provato: ho avuto alcune opportunità in Supercoppa e in Coppa Italia, e poi nell'ultima partita contro il Lecce, dove ho potuto giocare di più. Ovviamente ogni partita è importante, prima di tutto per ritrovare fiducia in sé stessi, ma anche per dimostrarla ai compagni e all'allenatore.
Per te è un sogno essere al Milan. Sei cresciuto in Svizzera e ora sei nella tua squadra dei sogni. Ci racconti di questo salto?
"Durante la mia giovinezza mi sono formato nei settori giovanili svizzeri, compiendo lì l'intero percorso di crescita. Se oggi mi volto indietro e rifletto sulla mia posizione attuale e sul club in cui milito, pensando a come fosse la situazione solo due o tre anni fa, trovo complesso spiegare quanto sia stato faticoso giungere a questo livello. Tuttavia, osservando il passato, sono certo che sia stato decisivo non darsi mai per vinti, impegnarsi strenuamente e contare sul supporto delle persone care, in particolare della famiglia. La cerchia di affetti resta sempre molto ristretta quando si ambisce a traguardi ambiziosi, ma credo che chiunque mi conosca fin da piccolo mi ricordi costantemente con il pallone tra i piedi e con il chiodo fisso di diventare un calciatore. Questo è sempre stato il mio desiderio più grande e l'intero tragitto, dal debutto tra i professionisti fino a questo momento, rappresenta un'avventura straordinaria. Mi auguro che questo viaggio possa proseguire con lo stesso entusiasmo anche negli anni a venire".
Nel Milan hai l'opportunità di poter giocare al fianco di alcuni dei migliori giocatori al mondo, com'è poter imparare da lui?"Luka Modrić è incredibile da vedere. La sua calma, la sua esperienza e tutto quello che riesce a trasmettere alla squadra. Difficile trovare parole per lui".
Su Pulisic:"Christian Pulisic è una persona eccezionale. Nello spogliatoio si sistema vicino a me, quindi ogni giorno scambiamo qualche parola. È molto intelligente ed è un giocatore importante. Può fare la differenza in qualsiasi partita. Come persona è fantastico con tutti. Ammiro molto anche il fatto che cerchi sempre di aiutare i giocatori più giovani o i nuovi arrivati a inserirsi al meglio nella squadra".
Poco tempo fa abbiamo avuto modo di parlare con Rafael Leao dei consigli del vostro allenatore. Parlaci un po' dei consigli Allegri cerca di dare."Allegri vanta un bagaglio di esperienza immenso nel panorama calcistico italiano, supportato da un palmarès ricco di successi. È una figura di riferimento che va ascoltata con attenzione. In ultima analisi, a prescindere dal ruolo in cui decide di schierare un atleta, dimostra sempre un intuito formidabile. Questo discorso non riguarda soltanto Rafa, ma coinvolge l'intero gruppo: è essenziale comprendere le sue preferenze, sia nelle dinamiche di gioco che nei comportamenti extra-campo, e tentare di tradurle in azioni concrete. Per ogni componente della rosa è cruciale assimilare le richieste del mister in ogni contesto e sforzarsi di assecondarle. I frutti di questo lavoro si sono percepiti chiaramente anche durante l'ultimo derby".
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