L'attaccante francese ha rilasciato parole al miele per il suo ex compagno dei tempi del Milan, al momento impegnato nel Mondiale con gli USA

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Saelemaekers: "Oli Giroud mi ha cambiato la vita"

Olivier Giroud ha pochi dubbi su chi possa diventare la sorpresa del Mondiale. Il 40 enne ha trascorso 3 anni al Milan diventando quel numero 9 che da tempo i tifosi rossoneri aspettavano. Nella sua ultima stagione a Milano, l'attaccante francese ha avuto modo di riavere al suo fianco un giocatore che sta facendo parlare molto di se in ambito internazionale, Christian Pulisic, le cui qualità non sono assolutamente passate inosservate agli occhi del classe '86.

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Milan, Giroud su Pulisic: "Ecco perché lo chiamano Capitan America"

Olivier Giroud non è certo il primo arrivato nel mondo del pallone. Se il numero 9 dice "quel calciatore ci sa fare" non si può non credergli. Ebbene, l'ex attaccante del Milan ha detto questo a proposito di Christian Pulisic. L'attaccante degli Stati Uniti, impegnato nel Mondiale, ha giocato con il giocatore transalpino per due stagioni in carriera, una al Chelsea e una al Milan, regalando spettacolo sia ai tifosi Blues che a quelli rossoneri.

Proprio l'attuale giocatore del Lilla ha rilasciato un'intervista a BBC Sport riservando parole al miele per l'esterno offensivo degli USA dopo la brillante prestazione all'esordio contro il Paraguay: "Non mi ha sorpreso la sua ottima prestazione - inizia l'ex Milan - ha le carte in regola per portare la nazionale statunitense a un livello superiore nelle prossime settimane. Spero che il problema al polpaccio che lo ha costretto a uscire all'intervallo non sia nulla di grave".

Era il 2020 quando un "Pulisic ragazzino" arrivò al Chelsea da Borussia Dortmund. Ragazzino, ma le sue qualità erano già all'epoca degne di nota: "Era un giocatore importante per la sua nazionale, su cui riponevano grandi speranze, ma anche molta pressione. Al Milan lo chiamavamo con il suo soprannome, "Captain America", perché anche quando non indossava la fascia da capitano degli Stati Uniti era il giocatore di punta, quello con la maggiore visibilità".

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MILANO, ITALIA - 14 GENNAIO: Olivier Giroud del Milan e Christian Pulisic mostrano la loro delusione durante la partita di Serie A TIM tra Milan e Roma allo Stadio Giuseppe Meazza il 14 gennaio 2024 a Milano, Italia. (Foto di Giuseppe Cottini/AC Milan via Getty Images)

Pulisic è reduce da una stagione non certo entusiasmante con il Milan, eppure era cominciata molto bene. Da dicembre in poi, però, qualcosa si è rotto tanto che il classe '98 non è più riuscito a trovare la via della rete. Nonostante tutto, Giroud allontana le critiche lanciate al suo ex compagno: "Sembra esserci sempre questa aspettativa su Christian affinché dia il massimo per gli Stati Uniti, e le critiche quando non ci riesce. La forza mentale è fondamentale per ogni giocatore e credo che abbia attraversato momenti difficili, con infortuni o quando lui o la squadra non hanno ottenuto buoni risultati, ma tutto ciò ha contribuito a renderlo la persona che è oggi ed è pronto ad affrontare questa sfida".

"Mi ricorda Eden Hazard"

Nel continuo dell'intervista, Giroud è andato più in profondità tirando fuori un paragone importante per Pulisic: "Come persona, Christian è uno che all'inizio potrebbe sembrare un po' timido, ma quando lo si conosce bene, si apre davvero - continua l'attaccante del Lilla - È molto premuroso, che si preoccupa per gli altri, ma è anche una persona con cui mi sono sempre divertito molto. Siamo andati subito d'accordo. Io giocavo come centravanti e avevo bisogno di velocità e movimento intorno a me: qualcuno come lui".

Motivo per cui Giroud è arrivato a paragonare Pulisic ad un altro suo ex compagno ai tempi del Chelsea: "Mi ricordava Eden Hazard, per il modo in cui affrontava gli avversari e per la facilità con cui li superava in dribbling. Aveva un talento immenso, aveva solo bisogno di un ambiente positivo intorno a sé: una buona atmosfera in squadra e anche di essere amato e apprezzato, per poter giocare con fiducia e libertà".

Con però una piccola differenza: "Eden giocava a calcio solo per divertimento e non si faceva troppe domande. Era così rilassato, mentre a volte avevo l'impressione che Christian si mettesse troppa pressione addosso. Aveva troppi pensieri per la testa". Giroud ha poi ricordato la sua stagione insieme a Pulisic al Milan, dove l'americano ha avuto modi di mettere definitivamente a punto le sue qualità: "È maturato e ha acquisito maggiore esperienza. Inizialmente gli è stato utile giocare in Premier League contro squadre e difensori forti, e poi ha imparato anche in Serie A, dove da attaccante si affrontano squadre che, tatticamente, sono concentrate proprio su di te".

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