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Finale epico ma anche malizioso, nella bolgia di un San Siro che sognava la rimonta ma ha dovuto trattenere il respiro davanti al rischio di una sconfitta. Quello che è andato in scena al minuto 99 di Milan-Genoa, nell’istante decisivo del calcio di rigore assegnato a Nicolae Stanciu, è semplicemente la rappresentazione più cinica e brutale del calcio professionistico.
Al minuto 98 di Milan-Genoa, viene assegnato un calcio di rigore al Grifone per un fallo di Bartesaghi su Ellertsson. Strahinja Pavlovic ha approfittato della disattenzione generale per "rovinare" il dischetto da cui il Genoa ha tirato il calcio di rigore. Il risultato è conosciuto: Stanciu calcia e il pallone finisce in tribuna, dividendo la posta in palio tra rossoneri e rossoblù. La "furbata" di Pavlovic potrebbe aver giocato un ruolo cruciale sul tentativo di Stanciu: la colpa del Genoa, in questo frangente, è imperdonabile sotto il profilo dell'attenzione. Lasciare il tiratore designato, Stanciu, da solo e senza una scorta a protezione del dischetto è un errore di ingenuità che si paga a caro prezzo. Pavlovic ha avuto tutto il tempo di operare indisturbato, preparando il terreno per l'errore dell'avversario.
Oltre a Pavlovic, un altro difensore rossonero è stato al centro di un episodio molto acceso. Subito dopo il calcio di rigore sbagliato da Stanciu, Tomori si è gettato verso il centrocampista rossoblù con molta veemenza, abbandonandosi a una forma di esultanza discutibile: grida in faccia al centrocampista rumeno tutta la propria soddisfazione per aver fallito la conclusione.
Anche questo gesto è stato ripreso dai tifosi allo stadio, ma che è passato inosservato agli occhi dell'arbitro, nel caos di un finale bollente.
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