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In casa rossonera, a mente fredda e dopo aver rivisto l'azione al replay del fallo su Pavlovic, nessuno si spiega perché non ci sia stato un richiamo da parte del Var e, di conseguenza, il cartellino rosso. Non è il primo episodio che nel 2025-26 ha lasciato perplessi i dirigenti rossoneri e per questo ieri è partita una chiamata ai vertici Aia. Il Milan ha temuto che Pavlovic avesse subito un infortunio serio contro il Como. Il colpo di Van der Brempt sullo stinco del serbo, infatti, gli ha provocato un vasto ematoma dei tessuti molli ed imbibizione edematoso-emorragico dell'osso peroneale; in sostanza: non c'è frattura, è una forte contusione, ma poteva andar peggio.
Rafa Leao non ha intenzione di mollare e su Instagram ha avvisato tutti: “È una maratona”, ha scritto il numero 10 rossonero a corredo di una sua foto con tanto di simbolo del Diavolo. Come a dire, manca tanto e non ci possiamo dare per vinti. Con 13 giornate ancora da giocare e il derby a marzo, il Milan non si è rassegnato.
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Un'altra delusione, la seconda in pochi giorni. La prima per le parole spese da Chivu dopo l'affare Bastoni in Inter-Juve. Questa volta Fabregas, il tecnico del Como contro Allegri è diventato il porta bandiera dei giochisti ed esponente di punta dei comportamenti leali. Ma a San Siro ha schierato il suo Como col classico disegno da "risultatista".
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