La Lazio viene trattata alla maniera di Bologna, Napoli, Roma e Inter, stese da Allegri sempre in questo stadio, anche se il derby tecnicamente era in trasferta. E’ stata questa la partita di Rafael Leao contro la Lazio: assente per metà partita, decisivo nell'altra metà. Quanto basta, di fatto, per portarsi in cima alla classifica marcatori del campionato e per portare il suo Milan per una notte in vetta alla Serie A: “Siamo sulla strada giusta - ha dichiarato - ma mancano ancora tante partite”.
MILAN-LAZIO 1-0
Il Milan e il manuale dell’allegrismo: sesta vittoria di misura su 8

Milan, un Maignan trascinatore
—Maignan giustamente confermato capitano da Allegri che in estate ha preteso che rimanesse, mettendolo poi nelle sapiente mani del preparatore Claudio Filippi, un mago del settore. Adesso manca solo la ciliegina sulla torta, ovvero il rinnovo. Perché il 30enne francese è ancora in scadenza di contratto.
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Il Milan capolista è sempre più a immagine e somiglianza del suo allenatore: pratico, solido, concreto, sa soffrire e colpire al momento giusto. La seconda cosa è che il passo è da scudetto. Non è solo la classifica a dirlo, ma la mentalità e l'attitudine di una squadra che ha sì limiti strutturali, ma anche la testa per provarci. Non si può dire che la squadra di Allegri non abbia meritato la vittoria, ottenuta contro una Lazio bella eppure leggera lì davanti. Max l'ha portata a casa di misura, con la zampata di Leao (al quinto gol in campionato). Poi l'ormai acclarata solidità della sua squadra, che ha concesso spazio ma in realtà poche occasioni agli avversari. Manuale dell'allegrismo, capitolo ennesimo, anche nel finale in cui l'arbitro Collu espelle Allegri che lo ostacola prima della revisione al Var.
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