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Milan, Athekame è un amore tiepido: ha cercato di sostituire al meglio Saelemaekers

Samuele Dello Monaco
Athekame ha le doti fisiche per emergere, ma fino ad ora ha giocato col freno a mano tirato. La sufficienza striminzita di oggi potrebbe non bastare per la riconferma di domani

Oggetto misterioso? Non proprio. Valore aggiunto? Nemmeno. A metà febbraio, il bilancio dei primi mesi di Zachary Athekame al Milan si può riassumere in una parola: ordinario. Arrivato la scorsa estate dallo Young Boys con l'etichetta di terzino di spinta, moderno e futuribile, lo svizzero si è scontrato con la dura realtà tattica della Serie A. Chi si aspettava un treno capace di arare la fascia destra è rimasto, fino ad oggi, deluso.

Chi temeva un disastro difensivo, invece, è stato rassicurato. La verità sta nel mezzo, in quel limbo del "senza infamia e senza lode" che nel calcio moderno spesso non basta, soprattutto se indossi la maglia del Milan. Lo svizzero ha comunque dato il suo contributo nelle ultime due partite in cui ha giocato titolare con i rossoneri per via dell'assenza dell'infortunato Saelemaekers: buona prova per lui ma ancora non al livello del compagno belga ex Roma e Bologna. Athekame è però ancora un giovane di 21 anni e ha tempo per crescere.

Il "compitino" al Milan non basta

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Le statistiche di questa prima annata sono lo specchio fedele delle sue prestazioni. Athekame ha collezionato un discreto numero di presenze, spesso subentrando o giocando contro le cosiddette "piccole", ma il suo impatto sulle partite è stato pressoché nullo. La casella dei gol recita uno, quella degli assist anche. Il problema principale emerso in questi sei mesi è la timidezza. Laddove il Milan avrebbe bisogno di sovrapposizioni costanti e coraggio nell'uno contro uno per scardinare le difese chiuse, Athekame sceglie quasi sempre la giocata conservativa: lo scarico facile al difensore centrale o il passaggio orizzontale al mediano.

Una gestione scolastica del pallone che gli garantisce la sufficienza in pagella perché limita gli errori, ma che non aggiunge nulla alla manovra rossonera.

Fisico presente, personalità assente

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Dal punto di vista atletico, nulla da dire. Il ragazzo corre, ha gamba e nei ripiegamenti difensivi ha mostrato una diligenza che lo staff tecnico apprezza. Raramente si è fatto saltare in velocità dagli esterni avversari e ha mostrato una buona tenuta fisica. Tuttavia, la sensazione che serpeggia tra i tifosi e gli addetti ai lavori è che manchi quel quid di personalità necessario per imporsi a San Siro. In diverse occasioni, quando chiamato a sostituire i titolari nei big match, Athekame è apparso un pesce fuor d'acqua, limitandosi a presidiare la sua zona senza mai proporsi come soluzione offensiva. Una stagione da 6, appunto: il compito è svolto, la posizione è mantenuta, ma la scintilla non scocca mai.

Futuro al Milan in bilico?

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La domanda che ci si pone ora a Milanello è: quanto tempo serve ancora per l'adattamento? A 21 anni, la scusa del "periodo di ambientamento" regge fino a un certo punto. Se nei prossimi tre mesi Athekame non alzerà l'asticella, trasformando quella timidezza in intraprendenza, il rischio è che venga etichettato come una "buona riserva" e nulla più. Il Milan ha bisogno di titolari o di co-titolari che mordano la partita, non di impiegati del pallone.