Il tecnico ha parlato del suo futuro al Milan e della sfida contro l'Atalanta: non è escluso il tridente offensivo

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Berlusconi, il discorso su Sacchi che cambiò il Milan: solo 27 secondi...

Nella conferenza stampa di presentazione di Milan-Atalanta Massimiliano Allegri ha toccato tanti argomenti: dall'importanza della sfida alla corsa Champion, passando per il vice Modric fino al modulo e al capitolo "futuro". Le voci che che vogliono infatti l'attuale allenatore del Diavolo sulla panchina della Nazionale non si placano: ma lo stesso Allegri ha fatto da "pompiere", spegnendo le voci e rilanciando la sua voglia di restare in rossonero per tanti anni.

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"Voglio restare qui a lungo": Allegri vede il Milan

"Questo è un problema che non mi sono posto, in questo momento la cosa più importante è il Milan per queste tre partite e per il prossimo anno. Dobbiamo avere rispetto di tutte le persone che ci stanno dietro in questo momento, ad altro non ho pensato il mio obiettivo è di rimanere più a lungo possibile". Una dichiarazione forte e comunque indicativa: Massimiliano Allegri vede rossonero e crede fortemente nel progetto, allontanando di fatto la carica da CT. Traspare la volontà di proseguire assieme, nonostante un girone di ritorno sottotono e una corsa Champions League che si è complicata nell'ultimo periodo. Ma la continuità e l'unità di intenti sono fondamentali nel calcio: le parole di Allegri da questo punto di vista possono essere un bel segnale per l'ambiente.

Capitolo tridente: non è esclusa la possibilità

Altro argomento toccato nella conferenza stampa è quello del possibili tridente. Il tecnico ha aperto alla possibilità: "È difficile valutare tutti gli interessi personali dei singoli giocatori. Noi dobbiamo avere un obiettivo chiaro con voglia condizione e responsabilità che si ottenga la Champions League, sull'attacco a tre può darsi vediamo". La vera domanda però è un'altra. Il Milan può permettersi di cambiare ancora modulo a tre giornate dalla fine? Il primo esperimento del tridente non è stato positivo e risale alla sfida contro l'Udinese in casa. I dati però parlano di un attacco che sta facendo fatica a segnare, soprattutto nell'ultimo periodo. Prende quota così l'ipotesi Gimenez dal primo minuto di gioco: l'ex Feyenoord è compatibile con Pulisic, Leao e Nkunku. Il periodo magari non è dei migliori per un cambio modulo, ma la corsa Champions passa dai risusltati delle ultime tre gare. E da qualche parte bisogna smuovere le acque.

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