Duro, e senza giri di parole, così il numero uno del CONI ai microfoni di varie testate per raccontare la sua dopo mesi di speculazioni
Ordine: "Malagò ha dato le chiavi a Maldini, ma Paolo o decide lui o se ne va..."
Il caso Giovanni Malagò continua a scuotere la Federcalcio e lo scenario del commissariamento della FIGC, da ipotesi, è diventato una possibilità concreta. Al centro della vicenda c’è il mancato tesseramento di Malagò al momento della candidatura alla presidenza federale, un requisito che la Procura generale dello Sport ha ritenuto necessario per poter ricoprire una carica nella FIGC. La Procura federale aveva chiesto l’archiviazione, ma il procuratore generale Ugo Taucer ha respinto quella richiesta, riaprendo di fatto una partita dagli sviluppi ancora incerti.
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Le parole di Malagò e lo specchio della situazione
Il presidente del CONI Luciano Buonfiglio ha confermato che la questione è sul tavolo della Giunta e che saranno necessari ulteriori approfondimenti prima di arrivare a una decisione. Buonfiglio ha parlato di “violazioni accertate” e della necessità, per il CONI, di fare il proprio dovere. Allo stesso tempo, però, il Comitato olimpico sta procedendo con cautela e sono stati richiesti ulteriori pareri giuridici. Non è escluso nemmeno un passaggio davanti al Collegio di Garanzia dello Sport, anche considerando i possibili ricorsi successivi.
Ed è proprio in questo scenario che, secondo quanto ricostruito dal Fatto Quotidiano, sarebbe emersa un’ipotesi particolarmente singolare: affidare lo stesso incarico di commissario a Malagò. Dal punto di vista formale, la Giunta nazionale del CONI può scegliere il commissario e, secondo questa ricostruzione, la nomina potrebbe ricadere anche sul presidente decaduto. L’eventuale commissariamento servirebbe a gestire la fase transitoria, intervenire sullo Statuto per chiarire definitivamente i requisiti di candidatura e arrivare successivamente a nuove elezioni.
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Una soluzione tutt’altro che scontata. All’interno del calcio potrebbero infatti emergere orientamenti diversi e una parte dell’ambiente potrebbe preferire affidare la gestione della FIGC a una figura terza. Anche perché, in caso di nuove elezioni, gli equilibri potrebbero essere differenti rispetto allo scorso giugno, quando Malagò venne eletto con quasi il 70% dei voti.
Nel frattempo, il diretto interessato ha fatto sapere di non avere intenzione di farsi da parte. Intervistato da Sky Sport, Malagò ha parlato di un momento “complicato” e di attacchi arrivati anche dal “fuoco amico”, riferendosi a persone che in passato hanno avuto la sua amicizia e il suo sostegno. “Affronterò anche questa partita a testa alta”, ha dichiarato.
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