Amici amici e poi… succede che ti ritrovi davanti in un derby infuocato e uno dei due non fa sconti. Ad Atene è andata così: Luka Jovic ha trasformato la stracittadina in una serata personale, quattro gol uno dietro l’altro, mentre dall’altra parte c’era Davide Calabria. Fine delle cortesie, spazio solo al campo.

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Jovic senza pietà con Calabria: l’ex rossonero ne segna quattro e trionfa nel derby di Atene

SuperLeague Greece, AEK Athens vs Panathinaikos FC - LUKA JOVIC of AEK Athens celebrates after scoring during the SuperLeague regular season soccer match between AEK Athens and Panathinaikos FC held at OPAP Arena in Athens, Greece, 18 January 2026. IMAGO/ONE INCH PRODUCTIONS ATHENS Greece Copyright: xOnexInchxProductionsx 6816733
Il risultato è secco, pesante: AEK Atene batte Panathinaikos 4-0. E il protagonista è uno solo. Luka Jovic.
Una notte da derby vero

Non era una partita qualsiasi e si è visto subito. Ritmi alti, tensione, pubblico acceso. Poi Jovic ha iniziato a fare quello che gli riesce meglio quando è in fiducia: attaccare l’area, leggere gli spazi, colpire. Quattro volte. Senza fronzoli.
Non è neppure la prima ferita che infligge al Panathinaikos: all’andata era arrivata una tripletta. Totale stagionale contro i rivali? Sette gol. Numeri che, in una città come Atene, diventano leggenda in fretta.
Jovic, finalmente continuo
—Il serbo sembra aver trovato il suo posto. In campionato viaggia a 11 gol in 16 presenze; allargando lo sguardo, sono 15 reti in 27 partite stagionali. Ma il dato che racconta tutto è un altro: 10 gol nelle ultime sei gare. Vuol dire fiducia, centralità, palloni che arrivano e un attaccante che li trasforma.
In Grecia Jovic è tornato a sentirsi decisivo. Senza il peso di un’etichetta ingombrante, con una squadra che lo cerca e lo accompagna.
Calabria dall’altra parte
—Per Calabria non è stata la serata giusta. L’esperienza greca, nel complesso, gli sta dando continuità e responsabilità, ma il derby non perdona nessuno. Quando l’avversario entra in trance agonistica, puoi solo limitare i danni. E stavolta non è bastato.
È uno di quegli incroci strani del calcio: due ex Milan, uno che vive la notte perfetta, l’altro che la vorrebbe dimenticare in fretta.
Il pensiero che arriva a Milano
—Rimpianto? Forse no, almeno non automatico. Con la maglia rossonera Jovic non aveva sfigurato: gol pesanti, spesso con minutaggio ridotto. Ma vedere un attaccante così continuo, così dentro le partite, una riflessione la accende sempre.
Non tanto su ciò che è stato, quanto su quanto conti l’ambiente giusto al momento giusto. In questo momento, per Jovic, quell’ambiente è Atene.
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