Ardon Jashariha rilasciato una lunga intervista al giornale Il Foglio. Tanti i temi toccati dal centrocampista svizzero: dal racconto della trattativa che lo ha portato al Milanal rapporto con Max Allegrifino al suo desiderio di vincere un trofeo.
Jashari
Jashari: “Sono qui per vincere, Allegri è un maestro”
Jashari è qui per vincere
—Nell'intervista, concessa al giornale Il Foglio, Ardon Jashari, classe 2002 ha subito voluto chiarire una cosa: è arrivato al Milan per vincere. "Sono qui per questo, per vincere. Per me, per la squadra, per i tifosi. Punto a dare il massimo ogni giorno, con entusiasmo e professionalità". Ha poi aggiunto che intende rimanere a lungo con questa squadra: "Mi auguro di vestire questa maglia per tanti anni". E sugli obiettivi stagionali del Diavolo? Jashari è chiaro: "Dobbiamo ragionare partita per partita e il nostro obiettivo è tornare in Champions League. Dobbiamo tornare tra le squadre tra le squadre più importanti in Europa. Sappiamo che dovremo lavorare duro, ma questo non ci spaventa".
Allegri è un maestro
—Lo svizzero ha anche parlato del rapporto che ha con l'allenatore del Milan. "Lui per me è un vero maestro. Cerco di imparare tantissimo. Ha una grande esperienza alle spalle e mi parla molto spesso. Mi dice di inserirmi più spesso, di giocare sempre con tanta intensità e anche di andare al tiro se ne ho la possibilità. Allegri mi sprona a migliorarmi sempre, anche in allenamento. Questo mi serve tantissimo perché in questi anni la mia posizione in campo è cambiata davvero tanto".

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I retroscena sulla trattativa
—Ha raccontato anche della trattativa con cui Igli Tare e Ibrahimovic lo hanno portato a Milan, comprandolo dal Bruges. Jashari ha rivelato che, all'inizio, il club belga non voleva cederlo: "Avevo appena terminato la stagione con il Bruges e avevamo vinto la Belgian Cup. Ero tra i calciatori più forti della rosa e la società non aveva nessuna intenzione di vendermi. Io sapevo del forte interesse che il Milan aveva per me e come si fa a rifiutare un club così importante? Mi ha chiamato Tare per convincermi e poi anche Ibrahimovic. Quando ho parlato con lui mi tremava la voce. La dirigenza rossonera ha lavorato tantissimo ed è riuscita a velocizzare il trasferimento".
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