Vigilia ad altissima tensione a Milano per il Derby della Madonnina in programma l'8 marzo 2026. L'attesa è palpabile e, a undici giornate dal termine del campionato, la classifica parla chiaro: l'Inter capolista guida la Serie A con 67 punti, seguita proprio dal Milan di Massimiliano Allegri, attualmente secondo a quota 57. Dieci lunghezze separano le due milanesi. Una vittoria rossonera accorcerebbe le distanze a -7, riaccendendo una debole ma suggestiva fiammella per il titolo, e soprattutto permetterebbe al Diavolo di allungare sul Napoli (terzo a 56 punti, ma con una partita in più) e sulla Roma (quarta a 51). In conferenza stampa, però, il tecnico livornese ha predicato la sua consueta calma, spegnendo facili entusiasmi e tenendo la squadra concentrata sul traguardo primario.
MILAN INTER
Milan, competitività e solidità del progetto. Allegri dice la sua in conferenza stampa
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L'intervista di Massimiliano Allegri
—In caso di vittoria si potrebbe riaprire il discorso scudetto?
"Vediamo come va, ma il nostro obbiettivo resta la Champions. Cerchiamo di fare risultati che è la cosa più importante".
Hai raccolto una squadra che aveva chiuso ottava. L'anno prossimo si potrà parlare di scudetto o di consolidamento?
"Quando alleni il Milan non puoi non avere l'ambizione di vincere. Per quanto riguarda il resto, il calcio è pieno di imprevisti. Puoi partire bene chiudere male, così come altro. Io conosco solo il lavoro, dando serietà e organizzazione, oltre al senso di responsabilità nel rispetto del DNA del club. Io non credo a rifondazione o altro. Ho avuto la fortuna di tornare e di trovare ottimi giocatori e gente con grande passione verso questo club, che fanno la differenza".



Ultima spiaggia Scudetto per il Milan
—Le parole di Allegri rappresentano uno specchio fedele del suo pragmatismo. Nonostante l'ottimo ruolino di marcia che ha riportato il Milan stabilmente al secondo posto, l'allenatore sa bene che recuperare 10 punti ai cugini nerazzurri rappresenta un'impresa titanica. Il focus rimane quindi quello di blindare un piazzamento tra le prime quattro, un traguardo fondamentale che certificherebbe il grande salto di qualità rispetto al deludente ottavo posto della passata stagione. Tuttavia, il richiamo al "DNA del club" conferma che la mentalità vincente è già tornata a Milanello. Il campo di San Siro, domani sera, emetterà il suo verdetto: un ultimo, disperato assalto al treno scudetto o la definitiva consacrazione di un solido ritorno nell'Europa che conta.
La sfida per l'Europa
—A rendere ancora più cruciale la stracittadina di San Siro è il percorso che attende il Diavolo da qui a fine maggio. Con undici giornate al termine del campionato, la squadra di Allegri si prepara a un vero e proprio tour de force in cui non saranno ammessi cali di tensione. Se l'Inter capolista sembra al momento lontana, alle spalle dei rossoneri la bagarre per un posto nella prossima Champions League è serratissima. Il Napoli, attualmente terzo a 56 punti (seppur con una gara in più), respira letteralmente sul collo del Milan, mentre la Roma quarta a quota 51 osserva con interesse. Senza dimenticare le insidiose inseguitrici pronte ad approfittare di ogni passo falso, dal Como, quinto a 48 punti, fino a Juventus e Atalanta. In questo sprint finale fatto di scontri diretti e insidie di provincia, serviranno esattamente quella lucidità e quel pragmatismo predicati dal tecnico livornese: ogni singolo punto peserà come un macigno.
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