Il Milan ha perso proprio sul piano fisico e sulle palle inattive. Tuttavia il match contro il Chelsea è servito davvero per capire chi farà parte della squadra e chi andrà via.

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Il Leao che sognavano tutti: rincorre ed entra in scivolata

Ruben Amorim ha messo tutti in vetrina per mostrare chi deve rimanere e chi no. La rosa è sovradimensionata, nelle amichevoli non è ancora arrivata una vittoria, ma ieri non si è visto nemmeno un tiro in porta. Il Milan vive sugli enigmi di un mercato partito bene (Gonçalo Ramos e Gila), ma ora bloccato. Non resta molto tempo per sciogliere i troppi nodi rossoneri. I bocciati sono Tomori e Fofana (tra i pochi a non giocare ieri), e poi Ricci, Loftus-Cheek, lo stesso Gimenez che pure alla tournée non ha partecipato. Tra i promossi Musah, del quale Amorim ha apprezzato dinamismo e duttilità, e i giovani Comotto e Torriani (tra i migliori con il Chelsea). Leao resta un caso: Rafa ieri ha deluso, la sensazione è che con un'offerta adeguata (sui 50 milioni) possa partire. Finora il Galatasaray si è spinto fino a 30, non bastano.

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Milan, c'è tanto da lavorare

Il tempo comincia a scarseggiare. Il risultato in campo contro la formazione di Xabi Alonso è stato davvero negativo. Nella prova contro il Chelsea non c'è niente da salvare. Il Milan ha chiuso la partita senza mai tirare in porta, ma continua ad incassare gol, ben sei nelle tre amichevoli giocate contro Celtic, Inter e Chelsea. Dunque la fase difensiva fa ancora acqua, e non è pronta, mentre in fase conclusiva c'è poca fantasia e qualità tecnica per andare a pungere l'avversario.

Gerry Cardinale ha scommesso forte su Ruben Amorim e probabilmente dovrà invertire il paradigma sul mercato: dovrà prima acquistare e poi vendere (o svendere) e/o prestare calciatori per evitare che si creino dei fuori lista per il campionato e l'Europa League. Vendere è un'arte complessa da applicare e il ribaltone dirigenziale ha privato il Milan di una serie ampia di contatti che potevano garantire Furlani e Tare per provare a piazzare i calciatori. Ora è arrivato il momento delle scelte, di dare una sforbiciata alla rosa e rinunciare a quegli elementi che non hanno soddisfatto le aspettative. Perché sennò il Diavolo rischia di pagare tutte queste prove nell'esordio in campionato a Torino. Da sabato a Breslavia, via la maschera e spazio al Milan vero. Anche perché, per dare spazio ad alcuni giocatori che nelle ultime quattro settimane hanno provato a "conquistare" o "riconquistare" la maglia rossonera, un po' di tempo è stato perso e non tutti hanno fatto proprie fino in fondo le idee di Amorim.

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