I numeri, il modulo e tutto quello che c'è da sapere sul centrocampo rossoblu
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Alla vigilia di Genoa-Milan, gara valida per la 37ª giornata di Serie A 2025/26 in programma al Ferraris domenica alle 12, l’attenzione in casa rossonera si concentra soprattutto su un dato chiave: la struttura e l’evoluzione del centrocampo rossoblù, che nel corso della stagione ha rappresentato uno dei reparti più intensi e tatticamente dispendiosi del campionato.
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I numeri del centrocampo del Genoa in vista del Milan
Il Genoa, guidato da un impianto a tre o cinque centrocampisti a seconda delle fasi di gioco, ha costruito gran parte della propria solidità su una mediana fisica e aggressiva. Il dato più significativo è quello dei duelli: i rossoblù sono tra le squadre che ne disputano di più in Serie A, con un volume complessivo altissimo che li colloca ai vertici del torneo per intensità senza palla e pressione alta.
Il cuore del sistema resta la coppia composta da Morten Frendrup e Alexsandro Amorim, due giocatori diversi ma complementari. Frendrup è il motore del pressing, quello che rompe il ritmo avversario e garantisce copertura costante, mentre Amorim aggiunge qualità in impostazione e capacità di verticalizzare. Proprio il brasiliano, arrivato a stagione in corso, ha portato più pulizia nella prima costruzione, permettendo al Genoa di uscire meglio dalla pressione.
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Sulle corsie, il lavoro di giocatori come Martin e Sabelli/Ellertsson ha permesso al centrocampo di trasformarsi spesso in una linea ibrida, con esterni che rientrano e interni che allargano il gioco. Questo ha dato al Genoa una struttura molto elastica, capace di passare rapidamente dal 3-5-2 al 5-3-2 in fase difensiva.
In casa il Genoa è tosto e i numeri lo confermano
Un altro dato importante è il rendimento casalingo: il Genoa ha costruito gran parte della sua salvezza proprio grazie alle prestazioni al Ferraris, dove la mediana ha spesso alzato i ritmi e aumentato la pressione sulle seconde palle.
Dal punto di vista offensivo, però, il centrocampo ha prodotto poco in termini di gol e assist, confermando una vocazione più di equilibrio che di costruzione pura. È un reparto che lavora più per interrompere che per creare, e questo spiega anche alcune difficoltà nella produzione offensiva continua.
Per il Milan, dunque, la chiave sarà proprio questa: evitare di farsi ingabbiare nella densità centrale e non concedere al Genoa il suo terreno preferito, fatto di duelli, seconde palle e ritmo spezzato. In una gara da gestione e pazienza, il centrocampo rossoblù resta il vero termometro della partita.
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