George Weah alla Gazzetta dello Sport: "Serve un sistema che faccia crescere, certi successi non nascono in un giorno ma derivano da un lungo processo"
Ex Milan, anche Nesta fra le Legends italiane negli Usa: per ricordare Commisso
Sette contro sette tra le leggende italiane e le vecchie glorie della Mls al Rocco B. Commisso Soccer Stadium, tremilacinquecento posti, stadio voluto dall'ex presidente della Fiorentina. La Fifa, per volere del presidente Gianni Infantino, ha scelto di portare qui un pò di storia azzurra: presenti Roberto Baggio, Pirlo, Nesta, Ambrosini, Vieri, Pagliuca, Panucci, Zaccardo e Iaquinta, ma quando è entrato in campo George Weah ha abbracciato per primo l'ex compagno rossonero Roby Baggio: insieme hanno condiviso due stagioni al Milan. Poi Weah ha salutato con affetto Panucci e Ambrosini , altri amici del grande Milan del passato.
Mondiale, ecco per chi tifa George Weah...
"Tiferò per il Brasile di Carlo Ancelotti , la squadra che amavo fin da quando ero bambino. E ovviamente per gli Stati Uniti di mio figlio Timothy: avrò il cuore diviso a metà. Il Milan? Resta una pressione enorme e va dato tempo ai giocatori di ambientarsi. Oggi c'è una squadra giovane a cui servono lavoro e tanta pazienza. Ci vuole calma, ma tornerà grande".Ancora George Weah: "Quanto ho appena detto valeva in realtà anche per me. Sono arrivato al Milan a 28 anni, se fosse successo prima probabilmente non sarei stato pronto. Ho conosciuto San Siro dopo anni al Monaco e al Paris Saint Germain. Ero maturo e ho saputo cogliere l ' opportunità. Altrimenti non so se ce l'avrei fatta. Questo dico agli italiani e a chi fa parte del vostro campionato: serve pazienza, dovete ammettere l'errore. Troppe volte vedo ragazzi messi in panchina dopo uno sbaglio. Ma non è così che funziona, va lasciato il tempo per lavorare e crescere . Non tutti nascono Lamine Yamal, non tutti sono subito fenomeni".
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