Dopo tante rotazioni e tanti esperimenti, Amorim ha trovato la squadra: ora si tratta di avvitare le viti mentali...
Ramos segna il rigore pesante: Carnesecchi gli para il rigore ininfluente
Rabiot prima litiga con l'arbitro, poi segna, regala un assist e striglia i suoi nel dopogara. Il giallo arriva per polemiche: Adrien protesta perché Chiffi (a suo giudizio) ha una direzione che tutela gli avversari, spesso aggressivi. L'ammonizione non lo placa e in un secondo momento Rabiot si riavvicina minaccioso e serve che i compagni vadano in pressing coordinato sul loro stesso compagno: l'amico Moreira lo prende per mano e lo allontana, Modric lo invita alla calma, Amorim dalla panchina mette gli indici sulla tempia, "usa la testa". Di lì a poco arriva il raddoppio rossonero, opera di chi? Il solito Adrien. Rabiot festeggia verso i tifosi milanisti anche se prima e per un paio di volte gira la testa verso Chiffi.
Milan: vittoria col fiatone
Il Milan ha dominato per un'ora, fallendo pure un rigore, per poi rischiare di buttare tutto al vento. Buon per Amorin che Maignan abbia murato Zappacosta, che si è presentato tutto solo in area. Avesse segnato, sarebbe stato il 3-3 e avrebbe cancellato quanto di buono il Milan aveva dimostrato per due terzi di gara. L'Atalanta, infatti, era stata messa sotto nel ritmo, nell'aggressività e nelle idee. Era stato un segnale di continuità rispetto a Salisburgo, perché, seppure su uno spartito diverso - fase di non possesso a 3 e costruzione a 4 - e con le prime scelte in campo - 7 i cambi -, si erano visti lo stesso atteggiamento, la stessa disponibilità al sacrificio e, soprattutto, lo stesso equilibrio. Già perché Modric ha potuto fare l'architetto senza patire, avendo a proteggerlo Musah e Rabiot, pendolo ira mediana e trequarti. Un po' a sorpresa non c'era Cisse, ma è stato Pulisic a riempire l'area, dando sostegno a Ramos.© RIPRODUZIONE RISERVATA