Collovati racconta il Milan del passato tra settore giovanile, prima squadra e attaccamento alla maglia oggi scomparso.

Tra i protagonisti del calcio italiano degli anni Settanta e Ottanta, Fulvio Collovati rappresenta una figura che unisce eleganza, rigore difensivo e vittorie sportive. Cresciuto nel Milan, con cui ha vissuto stagioni intense tra successi, difficoltà e trasformazioni profonde del club rossonero, Collovati è stato anche uno dei simboli della nazionale italiana negli anni ottanta. Con la vittoria del Mondiale del 1982, è entrato nella storia del calcio italiano dalla porta principale.

Fulvio Collovati Milan

Ma la storia di Collovati non si è fermata al calcio giocato. Dopo il ritiro ha intrapreso una lunga carriera da opinionista e commentatore sportivo, diventando negli anni una voce riconoscibile del panorama televisivo italiano grazie alle sue analisi dirette, alle opinioni spesso controcorrente e a un approccio sempre legato alla cultura calcistica della sua epoca.

Collovati Milan
Fulvio Collovati

In questa intervista, Collovati ripercorre il legame con il Milan e con la Nazionale, raccontando episodi, emozioni e retroscena della sua carriera, ma offre anche una riflessione sull'attualità del calcio italiano e sul momento che sta vivendo oggi il club rossonero. Un confronto tra passato e presente che aiuta a capire quanto sia cambiato il calcio, ma anche quanto certi valori restino ancora fondamentali.

Di seguito la prima parte dell'intervista di Fulvio Collovati concessa in esclusiva a Gaetano de Santis per Milanisti Channel.

Fulvio Collovati sul suo Milan

Collovati, se le dico Milan, qual è la prima immagine o il primo ricordo che le viene in mente?

"Io parto dal settore giovanile e arrivo in prima squadra, facendo 12 anni con la maglia del Milan. È una parte della mia vita calcistica, anzi direi proprio la parte più importante".

Quando ripensa al suo Milan degli anni settanta e ottanta, qual è il valore che secondo lei quella squadra aveva e che il Milan di oggi ha perso?

"L’attaccamento alla maglia. Nonostante gli anni prima dell’arrivo di Silvio Berlusconi, anni difficili per il Milan, anni in cui la società era debole, c’era comunque un attaccamento alla maglia che oggi non c’è più. Poi gli anni berlusconiani sono stati anni di vittorie e grandi successi".

Collovati sulla difesa: confronto tra passato e presente

1982 FIFA World Cup - Final - Italy V West Germany
Italian footballer Fulvio Collovati (5) and Italian footballer Giuseppe Bergomi (3) among Italy player celebrating with the FIFA World Cup Trophy following the final of the 1982 FIFA World Cup, held at the Santiago Bernabeu in Madrid, Spain, 11th July 1982. Italy won the final 3-1, beating West Germany. (Photo by Bongarts/Getty Images)

Se dovesse scegliere una partita della sua carriera da far vedere ai giovani difensori moderni, quale sceglierebbe?

"Non c’è una partita in particolare. Ci sono tanti ricordi: l'esordio con il Milan, l'esordio in Nazionale, i derby di Milano e quelli di Roma. Una volta ogni domenica in Serie A avevi un grande centravanti da marcare. Era un duello continuo con l'avversario. Oggi questa cosa non c'è più, perché si gioca principalmente a zona. La difesa è diversa rispetto ai nostri tempi. Io marcavo a uomo: se per 89 minuti ero bravo e in un minuto l'avversario segnava, vivevo male il giorno dopo".

C’è un giocatore del Milan attuale che le piace particolarmente per il suo modo di intendere calcio?

"Maldini, Baresi, Costacurta, Evani e Filippo Galli sono giocatori che ho visto crescere nel settore giovanile. Non ci sono più figure del genere, perché erano figli del vivaio. Oggi è un discorso diverso. Forse l’unico attualmente è Gabbia".

Intervista esclusiva a cura di Gaetano de Santis per la redazione di Milanisti Channel. È vietata la riproduzione, anche parziale, senza autorizzazione scritta. © Milanisti Channel - Tutti i diritti riservati.

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