L'incredibile sconfitta del Milan, costata la prossima Champions e diversi milioni, tiene banco in tutti i salotti: le parole di Adani
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L'inaspettato e drammatico epilogo della stagione rossonera si è consumato sul campo di San Siro, dove il Milan ha subito un vero e proprio tracollo interno, perdendo per 1-2 contro il Cagliari. Si tratta di una sconfitta che brucia in modo particolare, poiché ha sancito in maniera definitiva l'esclusione matematica del Diavolo dalla prossima Champions League. Il fallimento del principale obiettivo stagionale ha riacceso immediatamente i riflettori sulle responsabilità della guida tecnica, scatenando reazioni caldissime nei principali salotti televisivi dedicati alla Serie A. Il grande protagonista del dibattito post-partita è stato senza dubbio Daniele Adani. L'ex difensore e noto opinionista sportivo ha dedicato un lungo e durissimo intervento ai microfoni de La Domenica Sportiva, puntando il dito direttamente contro Massimiliano Allegri e la sua gestione della squadra.
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Le parole di Adani sul Milan
Secondo il punto di vista di Lele Adani, le giustificazioni dell'allenatore livornese non possono reggere di fronte ai dati di fatto. L'opinionista ha evidenziato come il Milan abbia goduto del considerevole vantaggio di dover preparare soltanto una partita a settimana, una condizione ideale che avrebbe dovuto permettere di registrare la difesa, trovare la quadra tattica e far crescere il collettivo. Al contrario, il verdetto del campionato ha emesso una sentenza spietata: un sesto posto finale in classifica Serie A. "Se arrivi sesto un motivo c'è", ha incalzato Adani, richiamando ironicamente una massima dello stesso Allegri sul fatto che alla fine l'unica cosa che conta sia chi vince.
“Io rispetto i tifosi e i tifosi son quelli che soffrono di più e sentono sulla loro pelle veramente quella maglia, cioè ce l’hanno addosso nella pelle. Però la nuova proprietà di Cardinale, perdonatemi, ha messo 500 milioni in tre anni. Va in campo Cardinale? Va in campo Ibrahimovic? Va in campo Moncada? Va in campo Furlani? Son stati criticati Conceição e Fonseca? Son stati mandati via perché arrivava il salvatore della patria senza un’altra partita a settimana. Giocava solo la domenica, doveva allenare".
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Vedete il calcio voi che lo sapete. Parliamo della rosa del Milan che ha speso 160 milioni per acquistare 4-5 attaccanti delle sue Nazionali più Modric e Rabiot. Oh! Maignan in porta. Questa squadra ha perso col Parma, ha perso in casa della Lazio che non ha fatto mercato, ha perso in casa con l’Udinese, ha perso a Sassuolo, ha perso con l’Atalanta. Ha perso oggi col Cagliari, ha perso con la Cremonese".
“Io voglio dire una cosa del Milan: il Milan non è un circo dove si arriva il sabato prima della partita e si ride in una ventina di persone tanto per farla passare e non si tratta il calcio. Il Milan è storia, cultura, e, da quando c’è stato Berlusconi e Sacchi, è stato anche spettacolo. Ripristinare questo alla veloce! Cacciare velocemente, privarsi, di chi nel 2026 fa il furbo. Poi altra cosa, Cruijff diceva una cosa ‘se non tu capisci quando vinci come vinci, come giochi, non capirai mai perché perdi, mai’. Il Milan ha vinto in un modo nel girone d’andata e ha perso nel girone di ritorno perché non hai mai capito perché ha vinto e come. Ecco perché poi è arrivato e ti hanno fatto calcio tutte quante a San Siro, buttandoti fuori all’ultima incollatura. Sai perché? Perché come il Como e la Roma lo hanno meritato, il Milan ha meritato di stare fuori dalla Champions League”.
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