Una considerazione gira sulle chat di milanisti: per come si era messa con il Bologna, lo scorso anno il Milan l'avrebbe persa: abito tattico tutto diverso. Un anno fa fiumi di inchiostro sul cooling break. Son passati 12 mesi, sembra un secolo.

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San Siro e Allegri, applausi per Gimenez: prima la squadra, poi i gol

Più passano le ore dopo la vittoria di domenica sera contro il Bologna, più spicca l’importanza di Modric e della mano di Allegri, già capace di plasmare il gruppo rossonero. L’opinione comune sottolinea come il croato sia diventato il punto di riferimento fisso della squadra.

Rabiot: già leadership e personalità

A chi gli diceva che non fosse una buona idea trasferirsi in rossonero, per via delle questioni ambientali interne e per le pressioni, Modric sta rispondendo con l'umiltà, elogiata da ogni singolo calciatore che parla di lui. E' un Modric esaltato dalla stampa spagnola: "Luka a Milano, la pozione dell'eterna giovinezza", il titolo di Marca. Chissà che andando avanti, Modric non batta il primato di Ibra, in gol a 41 anni e 166 giorni. E Rabiot? Landucci, vice di Allegri, per tutto Milan-Bologna lo ha chiamato monsieur. Adrien ha giocato da signore.

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Questo Milan, seppur reduce da un'estate `bizzarra" sul mercato e prestazioni rivedibili nelle prime due giornate, evidentemente invia ad Allegri buone vibrazioni. Tanto che il tecnico livornese sarebbe pronto a una modifica dell'assetto, lasciando la difesa a tre ma aggiungendo un attaccante al posto di un mediano. Il Milan può essere così ridisegnato con il 3-4-2-1 (o 3-4-1-2) con Nkunku trequartista in coppia con Pulisic oppure più avanzato al fianco del centravanti Leao. A Udine, ancora senza Rafa, potrà prenderne il posto. Senza cooling break...

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