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La prestazione rossonera ha mostrato due volti distinti: una prima mezz'ora in cui la squadra si è schiacciata dietro la linea della palla subendo l'aggressione umile ma efficace della Cremonese di Nicola, e una ripresa più propositiva. Il limite principale del Milan sono sembrati Leao e Pulisic lontani dalla porta e le occasioni sprecate. In vista del derby contro l'Inter, la squadra non potrà permettersi l'approccio timoroso visto nel primo tempo a Cremona, poiché consegnarsi ai nerazzurri risulterebbe letale; tuttavia, questo successo consolida il secondo posto e permette ai rossoneri di presentarsi alla sfida stracittadina con il morale alto, tenendo viva l'ultima speranza.
I tre punti di Cremona hanno restituito serenità a una squadra che - come ha raccontato l'allenatore - ha faticato a metabolizzare il primo ko in campionato dopo sei mesi, quello di domenica scorsa a San Siro con il Parma: “Questa era una gara complicata sotto l'aspetto mentale perché andava cancellata quella sconfitta”.
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Mancherebbero 14 punti in 11 partite per assicurarsi un posto in Champions. Il derby ha avuto un peso anche a Cremona, perché i diffidati (Rabiot, Saelemaekers e Fofana) hanno giocato con il freno a mano tirato. Anche così si spiegano i ritmi lenti dell'avvio, con una pressione limitata sul precario palleggio della Cremonese.
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