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IL FOCUS

Corsa, quantità e qualità: che bello che sei Rabiot

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Forza fisica e strapotere mentale, ecco come ha giganteggiato Adrien
Michele Massa

Il Milan torna alla vittoria davanti al proprio pubblico e lo fa in una partita spettacolare contro il Torino. A San Siro finisce 3-2 per i rossoneri, al termine di una gara intensa, piena di ribaltamenti emotivi e decisa soprattutto nella ripresa. Le reti di Pavlović, Adrien Rabiot e Fofana permettono alla squadra di Allegri di superare i granata e rimanere nella scia dell’Inter in classifica.

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Il dominio di Rabiot: corsa, tecnica e personalità

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Se il Milan ha cambiato marcia nel secondo tempo, gran parte del merito va ad Adrien Rabiot.

Il francese ha disputato una partita totale: gol, recuperi, inserimenti e una presenza costante in entrambe le fasi di gioco. La sua rete al 54’ non è stata soltanto un episodio, ma il simbolo della sua prestazione: un inserimento perfetto da mezzala, nel momento in cui la difesa del Torino stava iniziando a perdere compattezza.

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Oltre al gol, i numeri raccontano molto della sua gara:

  • 2 tiri nello specchio
  • 3 intercetti difensivi
  • 6 cross tentati
  • grande presenza nelle transizioni offensive
  • Ma ciò che colpisce più dei dati è il modo in cui ha guidato il centrocampo rossonero.

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    Rabiot è il giocatore che cambia il ritmo del Milan

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    Rabiot è stato ovunque.Quando il Milan aveva bisogno di consolidare il possesso, era lui ad abbassarsi per ricevere palla. Quando serviva attaccare lo spazio, era lui ad inserirsi tra le linee.

    La sua fisicità e la sua progressione hanno messo in difficoltà il centrocampo granata per tutta la ripresa. Non è un caso che molti dei momenti più pericolosi del Milan siano nati da sue conduzioni palla al piede.

    Questa capacità di collegare difesa e attacco lo rende oggi uno degli elementi più completi della rosa rossonera.