Le dichiarazioni dei protagonisti in sala stampa, Amorim riflette: "Fin dal primo minuto ho avvertito una mancanza di energia..."
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Due facce della stessa medaglia. Da una parte il Milan, costretto a fare i conti con una sconfitta pesante e inattesa, soprattutto per il modo in cui è maturata. Dall’altra il Bologna, capace di ribaltare il risultato dopo essere andato sotto per 2-1 e di conquistare San Siro con una prestazione di grande carattere. Stati d’animo inevitabilmente contrapposti, come emerge dalle dichiarazioni dei protagonisti nel dopo partita, di seguito tutte le loro parole in conferenza stampa al termine del match conclusosi 2-4 nel nono turno di Serie A.
Milan, Maignan: "Dobbiamo rimanere sereni, i bilanci si fanno alla fine"
A metterci la faccia, in casa rossonera, è il capitano Mike Maignan. Il portiere francese non nasconde l’amarezza per il risultato, ma invita tutto l’ambiente a mantenere la calma: “È la seconda sconfitta che facciamo in tre partite ed è normale che venga a parlare con voi. È un momento importante per la squadra”. Maignan individua soprattutto nella gestione delle situazioni di gioco uno degli aspetti sui quali il Milan deve ancora migliorare: “È un punto sul quale dobbiamo crescere. Quando abbiamo tanto la palla, sappiamo di essere vulnerabili perché lasciamo spazi agli avversari per fare i contropiedi. Dobbiamo essere più attenti, più cattivi. È una situazione sulla quale lavoriamo sempre”. Il capitano riconosce i meriti del Bologna e non cerca attenuanti per le quattro reti subite: “Stasera sono stati più bravi di noi. Abbiamo preso quattro gol e questo è un aspetto che dobbiamo analizzare e sul quale dobbiamo crescere”.Ma guai a lasciarsi trascinare dal pessimismo, soprattutto alla vigilia di una partita importante come il derby: “Non è perché abbiamo perso stasera che dobbiamo dire di non avere certezze. C’è sempre negatività, ma anche quando si vince ci sono cose sbagliate. Dobbiamo rimanere molto sereni, perché la stagione è lunga e ogni partita è importante”. Il francese insiste sulla necessità di non trarre conclusioni affrettate: “Dobbiamo mantenere la concentrazione e la serenità, sapere quando facciamo le cose giuste. Non è dopo una partita o pochi mesi di campionato che dobbiamo tirare le conclusioni. Le conclusioni si fanno alla fine della stagione. Siamo in un nuovo ciclo”. Un messaggio rivolto anche all’ambiente rossonero: alimentare tensioni e polemiche, secondo Maignan, non aiuterebbe né lo spogliatoio né la squadra a superare questo momento.
Milan, Amorim: "Non eravamo lucidi. Ho avvertito stanchezza fin dall'inizio"
Ruben Amorim non nasconde le difficoltà incontrate dai suoi uomini. Il tecnico portoghese riconosce di aver avuto sensazioni negative fin dalle prime battute, anche quando il Milan era riuscito a ribaltare l’iniziale svantaggio. “Fin dal primo minuto ho avvertito una mancanza di energia e di lucidità nel modo in cui giocavamo il pallone. Anche quando eravamo in vantaggio, sentivo che la squadra non era la stessa”, è il concetto espresso dall’allenatore rossonero. Una stanchezza non soltanto fisica, ma anche mentale, che ha finito per incidere sulla capacità di leggere le situazioni e reagire ai momenti di difficoltà. Nella ripresa, i due gol subiti in rapida successione hanno ulteriormente complicato la situazione.Amorim evita però di scaricare responsabilità sui singoli e difende l’atteggiamento del gruppo: “Quando guardo i miei giocatori, vedo che stanno dando tutto. Tutto quello che hanno lo mettono in campo”. Il tecnico non vuole nemmeno utilizzare le assenze come giustificazione: la difficoltà di effettuare rotazioni e mantenere sempre fresca la squadra è una situazione alla quale occorre adattarsi.
E proprio sul possibile recupero degli indisponibili in vista del derby, Amorim preferisce non sbilanciarsi: “Non lo so. Domani valuteremo i giocatori che abbiamo a disposizione. Penso che potremmo recuperarne uno o due, forse assumendoci qualche rischio. Vedremo”. Il Milan si avvicina così alla stracittadina con la necessità di ritrovare energie, lucidità e continuità. Ma soprattutto con l’obbligo di evitare quei passaggi a vuoto che contro il Bologna sono costati carissimo.
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Casale: "Ero fuori dal progetto, la mia forza è stata quella di non mollare mai"
Di tutt’altro tenore le dichiarazioni in casa Bologna. Nicolò Casale è uno dei volti della rinascita rossoblù, ma anche di una vicenda personale che il difensore racconta con grande soddisfazione. “La mia storia sarebbe bella da raccontare ai ragazzini che iniziano e trovano delle difficoltà, perché ero fuori dal progetto fino a qualche giorno prima che arrivasse mister Palladino. La forza è stata quella di non mollare mai”.Casale sottolinea il proprio legame con Bologna e la voglia di dimostrare il suo valore: “Sentivo che dovevo dare ancora tanto a Bologna, perché questa società ha creduto in me. Per tanti motivi non sono riuscito a tirare fuori quello che avevo dimostrato negli anni. Per me è una rinascita e spero che sia soltanto un punto di partenza”. Poi l’analisi della vittoria di San Siro: “L’emozione è forte. Venire qui e vincere in questo modo, nonostante le grosse difficoltà, è bellissimo. Abbiamo sofferto, siamo rimasti compatti e abbiamo sfruttato gli spazi che, penso anche per stanchezza, loro ci hanno concesso. L’avevamo preparata così e dobbiamo continuare a fare quello che ci chiede il mister”.
Il difensore spiega anche i progressi della squadra sotto il profilo atletico e tattico: “Nelle prime partite ci mancava la condizione fisica. Riuscivamo a mantenere una certa intensità per un tempo, poi calavamo. Adesso, con una condizione migliore, diventa più facile farlo per tutta la gara. È un modo di giocare molto dispendioso, quindi bisogna essere ben allenati e seguire le indicazioni tattiche”. Particolare attenzione anche al lavoro di pressione e riconquista del pallone: “Contro le squadre che palleggiano molto, a volte partiamo con una pressione un po’ più bassa e poi, quando superano determinati metri, andiamo forte uomo contro uomo. Nel primo tempo abbiamo fatto fatica, lasciando troppo possesso al Milan. Sono cose da migliorare, perché lavoriamo insieme da poco tempo. Ma siamo sulla buona strada e tutto passa dall’intensità”. Casale guarda infine alla prossima sfida contro il Monza, invitando i compagni a non abbassare la guardia: “Questa vittoria può darci molta autostima, ma allo stesso tempo troppa autostima può essere pericolosa. Stasera festeggiamo, poi archiviamo subito e pensiamo alla prossima partita”.
Palladino: "Potevamo crollare, invece siamo rimasti in partita"
La soddisfazione di Raffaele Palladino è evidente. Il suo Bologna ha conquistato la seconda vittoria esterna consecutiva, ma soprattutto ha dimostrato una capacità di reazione che rappresenta uno dei segnali più incoraggianti del nuovo corso.Proprio sulla forza mentale della squadra si concentra una delle domande rivolte al tecnico durante la conferenza stampa. Come è stato possibile reagire dopo aver subito la rimonta del Milan ed essere rientrati negli spogliatoi sotto per 2-1, in una situazione nella quale molte squadre avrebbero potuto crollare? “Complimenti per la domanda, perché questo è un aspetto che a volte si guarda poco”, esordisce Palladino, prima di entrare nel merito. “Venire qui a San Siro, andare in vantaggio e poi subire due gol, ritrovandosi sotto, poteva farci crollare. Invece siamo rimasti in partita”.
Il tecnico racconta quindi quanto accaduto durante l’intervallo: “A fine primo tempo abbiamo aggiustato due o tre cose che potevamo fare meglio, perché troppe volte, dopo aver riconquistato il pallone, lo lasciavamo agli avversari. Non riuscivamo a ripartire e attaccavamo poco la profondità. Siamo stati troppo sterili nel gioco e nel secondo tempo, secondo me, abbiamo fatto meglio”. Una rimonta costruita dunque non soltanto attraverso la forza di volontà, ma anche grazie a precisi accorgimenti tattici.
Palladino si sofferma sulle modifiche apportate dal Milan: “È vero che il Milan ha inserito Modrić e non veniva più a prenderci uomo contro uomo. In quel momento ho preferito cambiare la catena di sinistra e provare a vincere la partita. Sono stati bravi quelli che sono subentrati e abbiamo avuto una grande reazione, da grande squadra. Stiamo facendo un ottimo percorso di crescita, come testimoniano i cambiamenti che abbiamo apportato nel sistema di gioco, nei principi tattici e nella metodologia di lavoro. Un’evoluzione resa possibile dalla disponibilità dei calciatori e dal contributo dell’intero staff. Determinante - prosegue - è stato anche l’apporto della panchina, con i subentrati capaci di garantire nuove energie e soluzioni in una gara particolarmente intensa”.
Tra i protagonisti, oltre allo scatenato Mbangula, autore di una tripletta, anche Odgaard, prezioso nel lavoro per la squadra e nell’assist per il definitivo 4-2. “Non possiamo però fermarci”: la mente è già rivolta al prossimo impegno contro il Monza, una sfida dal significato particolare per Palladino. Non solo perché ha allenato i brianzoli alcune stagioni fa. Ma anche perché il tecnico partenopeo vuole dare continuità ai risultati e ritrovare il successo anche davanti al pubblico del Dall’Ara. La vittoria di San Siro rappresenta un’iniezione di fiducia importante, ma il messaggio che arriva dallo spogliatoio rossoblù è chiaro: continuare a lavorare con la stessa intensità, senza lasciarsi condizionare dall’entusiasmo.
Due stati d’animo opposti, dunque. Il Milan chiamato a ritrovare serenità e certezze alla vigilia del derby; il Bologna deciso a proseguire la propria risalita. Con una differenza emersa chiaramente sul terreno di gioco: la capacità dei felsinei di reagire proprio quando la partita sembrava prendere una direzione sfavorevole.
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