L'ultima esperienza a Manchester lo ha segnato in negativo come da lui ammesso ma l'allenatore è pronto a ritornare in campo
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Il nome di Ruben Amorim è ormai diventato centrale nelle discussioni sul futuro della panchina del Milan. Giovane, ambizioso, moderno nel modo di intendere il calcio, il tecnico portoghese rappresenta uno dei profili più interessanti del panorama europeo. Ma la sua storia recente racconta anche di un passaggio complicato, quello al Manchester United, che ha lasciato più ombre che certezze.
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Dallo Sporting Lisbona alla ribalta europea, ecco Ruben Amorim
Classe 1985, ex centrocampista con un passato tra Benfica e Belenenses, Amorim ha bruciato le tappe anche da allenatore. Dopo una breve esperienza al Casa Pia, è con il Braga che inizia a farsi notare, ma è allo Sporting Lisbona che esplode definitivamente. A Lisbona costruisce un progetto chiaro: difesa a tre, intensità, valorizzazione dei giovani e un’identità di gioco forte e riconoscibile. Con lo Sporting vince campionati e coppe nazionali, riportando il club stabilmente ai vertici del calcio portoghese e rompendo il dominio delle big tradizionali.
Il suo calcio organizzato ma aggressivo lo consacra come uno dei tecnici più promettenti d’Europa. Non sorprende quindi che il Manchester United decida di puntare su di lui per aprire un nuovo ciclo.
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La chiamata del Manchester United
Nel novembre 2024 Amorim lascia lo Sporting per diventare il nuovo allenatore dei Red Devils, in una delle sfide più difficili del calcio mondiale. Il club inglese vive una fase di instabilità tecnica e societaria e affida al portoghese il compito di riportare ordine e identità. Sin dall’inizio, però, la realtà di Manchester si rivela complessa. Il tecnico prova a imporre la sua idea di gioco, basata sulla difesa a tre e su principi molto strutturati, ma fatica a ottenere continuità di risultati e stabilità difensiva.
Un’esperienza difficile e la crisi dello United
La stagione sotto la guida di Amorim si trasforma presto in un percorso pieno di alti e bassi. Lo United alterna buone prestazioni a crolli improvvisi, senza mai trovare una vera identità stabile. Le difficoltà non sono solo tecniche: anche la gestione dello spogliatoio e la pressione ambientale a Old Trafford pesano enormemente sul lavoro del tecnico. Il progetto non decolla e la squadra scivola lontano dalle posizioni di vertice, tra risultati deludenti e prestazioni spesso contraddittorie. Dopo circa 14 mesi, nel gennaio 2026, arriva la separazione: l’esperienza inglese si chiude senza i risultati sperati e con la sensazione di un progetto mai davvero sbocciato.
Il possibile approdo al Milan
Ed è proprio da questa “occasione mancata” che nasce l’interesse del Milan. La dirigenza rossonera vede in Amorim un allenatore giovane, con idee moderne e una chiara identità tattica, perfetto per aprire un nuovo ciclo tecnico. Secondo le ultime indiscrezioni, il portoghese sarebbe oggi il principale candidato per la panchina rossonera, con un contratto biennale sul tavolo e la possibilità di rilanciare la sua carriera in un contesto più sostenibile e progettuale rispetto alla Premier League.
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