Potrebbe trovare i suoi primi minuti stagionale quando i rossoneri giocheranno ogni tre giorni, è questa la domanda da porsi
"Camarda deve essere il secondo attaccante": Milan, Amorim spiega la crescita dei suoi giovani (VIDEO)
Francesco Camarda è uno dei talenti più luminosi cresciuti nel vivaio del Milan, ma dopo le prime tre partite ufficiali della stagione c'è un dato che inevitabilmente fa riflettere: l'attaccante classe 2008 non ha ancora giocato un solo minuto. Non è un elemento sufficiente per trasformare la situazione in un caso, ma è certamente un dettaglio che il Milan non può ignorare. Perché nel calcio la fiducia si racconta con le dichiarazioni, ma soprattutto si dimostra attraverso le scelte.
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La situazione attorno Chicco Camarda
Ruben Amorim non ha alcun obbligo di consegnare a Camarda una maglia da titolare. Sarebbe prematuro e, probabilmente, anche controproducente. Il tecnico deve trovare gli equilibri della squadra, gestire le rotazioni e non può trasformare ogni partita in un esperimento dedicato ai giovani. Ma tra la titolarità e l'esclusione totale esiste una zona intermedia molto ampia. Ed è proprio quella zona che, finora, non è stata sfruttata.
Anche pochi minuti possono avere un peso importante. Cinque minuti nel finale, un ingresso a risultato acquisito, un cambio studiato per sfruttare la sua freschezza e il suo entusiasmo. Piccoli segnali, ma fondamentali per un ragazzo che deve iniziare a confrontarsi con il calcio dei grandi. Perché un giovane cresce soprattutto attraverso il campo, gli errori, le difficoltà e le responsabilità. Non soltanto attraverso gli elogi.
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Il vero interrogativo, quindi, riguarda il progetto che il Milan ha in mente per Camarda. Il talento rossonero ha bisogno di affrontare difensori esperti, imparare a gestire i momenti della partita e capire cosa significhi essere decisivo ad alto livello. Se Amorim lo considera pronto per far parte stabilmente della prima squadra, prima o poi dovrà iniziare a coinvolgerlo con maggiore continuità. Se invece ritiene che il ragazzo abbia ancora bisogno di un percorso diverso, allora sarà il club a dover valutare una soluzione che gli permetta di accumulare minuti e responsabilità.
La situazione peggiore sarebbe quella intermedia: trattenere Camarda come simbolo del futuro del Milan, continuando però a lasciarlo sistematicamente fuori dalle rotazioni. Non sarebbe necessariamente protezione. Potrebbe trasformarsi in immobilismo.
Le prime tre partite non possono certamente diventare una sentenza sul futuro dell'attaccante. Ma sono sufficienti per aprire una discussione. E l'arrivo dell'Europa League potrebbe rappresentare il primo vero banco di prova. Con un calendario più fitto e più partite da affrontare, aumenteranno inevitabilmente le possibilità per chi finora ha trovato meno spazio.
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