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La conferenza stampa

Allegri e la sua linea: “Milan niente alibi, si va avanti così…”

Stefano Sorce
L'allenatore del Milan sembra chiudere la porta al mercato di gennaio e sceglie la linea della continuità. Ricorda l’importanza degli innesti del 2011, ma chiarisce che oggi la situazione è diversa
00:54 min

Massimiliano Allegri non ama i messaggi ambigui. Quando parla, soprattutto in certi momenti della stagione, sceglie sempre di lasciare un segno preciso. E alla vigilia di Como-Milan, in programma domani, 15 gennaio, alle 20:45, lo ha fatto ancora una volta. La frase è netta, quasi brutale nella sua semplicità: “Con questi arriviamo fino alla fine.” Non è una dichiarazione di facciata. È una presa di posizione. Allegri guarda il mercato di gennaio e, invece di strizzare l’occhio a nuovi innesti, decide di chiudere la porta. Niente richieste pubbliche, niente alibi futuri. La rosa è questa, ed è con questa che si gioca la stagione.

Credere nei propri uomini: il manifesto di Allegri

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Quando gli viene ricordato il gennaio 2011, quello che portò Van Bommel e Antonio Cassano, Allegri non nega l’impatto che ebbero allora: li definisce “straordinari”, fondamentali per dare una spinta decisiva a quella squadra. Ma il passato non diventa un modello da copiare a tutti i costi. Anzi, serve solo per chiarire un concetto: oggi la situazione è diversa.

Ed è qui che emerge davvero la filosofia dell’allenatore. Allegri non crede nelle rivoluzioni invernali, non ama cambiare identità a stagione in corso. Crede nella continuità, nella crescita interna, nella responsabilità condivisa. Quando dice: “La rosa va bene così” sta dicendo molto di più di quello che sembra. Sta dicendo che si prende sulle spalle la squadra. Sta dicendo che non vuole scuse. Sta dicendo che se le cose andranno male, la colpa sarà anche sua.

Il valore di sbagliare per diventare grandi

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La frase forse più rivelatrice arriva subito dopo: “L’importante è che siamo contenti, soprattutto che sia contento io.” Non è arroganza. È leadership. Allegri sa che un gruppo segue il suo allenatore solo se percepisce sicurezza, convinzione, direzione. Lui oggi è convinto. E questo, nel calcio, conta più di qualsiasi acquisto. Poi c’è il tema dei nuovi, di chi è al primo anno al Milan. Allegri li difende, li protegge: si sono ambientati in fretta, dice. Ma aggiunge un dettaglio fondamentale: per capire cosa significa giocare nel Milan bisogna anche sbagliare.

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È un concetto profondo. Perché giocare in un grande club non è solo questione tecnica. È pressione, responsabilità, aspettative. E Allegri accetta anche gli errori come parte del percorso. Non cerca capri espiatori. Cerca crescita. Il messaggio, alla fine, è uno solo: questa squadra non ha bisogno di stampelle. Ha bisogno di fiducia. E lui gliela sta dando, pubblicamente, davanti a tutti. In un calcio dove spesso si cerca rifugio nel mercato, Allegri sceglie la strada più scomoda: credere in quello che ha.

Non è romanticismo. È una scelta tecnica. Ed è una scelta di carattere. Domani contro il Como non sarà solo una partita. Sarà il primo test di questa linea dura: o si cresce insieme, o si cade insieme. Ma senza nascondersi.