La vittoria di ieri pomeriggio a San Siro contro il Torino: la chiave del successo viene mediamente attribuita al cambio di modulo attuato da Allegri a inizio secondo tempo. Tiene banco anche l’analisi del tecnico a fine gara, compresa la sua reazione rabbiosa dopo il calcio di rigore concesso al Torino. Sul tappeto anche il peso specifico di Rabiot, la cui presenza ha portato 2,5 punti di media a partita. C'è dunque, il giorno dopo, l’accento sul riscatto dei rossoneri dopo il ko contro la Lazio, arrivato al termine di una gara dai due volti: nel primo tempo il Milan ha commesso troppi errori tecnici, lasciando ai granata la possibilità di esprimersi meglio, per poi tornare in apprensione nel finale di partita.
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Allegri molla il 3-5-2: e il Milan dilaga…

Quando Allegri fa lo spregiudicato
—Può darsi che il segreto del successo sia nascosto anche in un cambio di assetto più spregiudicato? Il Milan partito con il 3-5-2 si è aperto nella ripresa alle tre punte e al 4-3-3. L’acquisto di Rabiot per 7 milioni più uno di bonus ha cambiato il Milan che, senza di lui, difficilmente sarebbe stato al secondo posto.
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Inevitabile non ripensare ai tanti, troppi punti buttati fin qui: un rimpianto che rischia di perseguitare i sonni dei rossoneri fino a fine della stagione. Giusto così. Rabiot ha ricordato una volta di più di essere indispensabile: con lui in campo il passo è da scudetto ( 2, 5 punti in media a partita), in sua assenza crolla a 1, 4, ritmo che non garantirebbe nemmeno la Conference. C'è poco da girarci intorno: l'anno prossimo servirà un centravanti vero, di alto livello, di quelli che costano.
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