Alberico Evani, storico giocatore rossonero, ha risposto ad alcune domande in merito al Milan attuale e alla vittoria nel derby, ma non solo

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Magic Mike parala: il meglio di Maignan sempre nei derby

Una vita in rossonero, quasi 400 presenze in maglia Milan nella buona e nella cattiva sorte. Alberico Evani ha saputo lasciare il segno nel mondo del Diavolo, con costanza e professionalità. Un affetto mai mancato e che non si è nemmeno interrotto dopo la fine della sua esperienza in rossonero. Dopo la carriera da calciatore ha indossato la giacca e la cravatta per accomodarsi in panchina: prima con le giovanili del Milan, poi con quelle dell'Italia. Qui è stato il vice anche di Roberto Mancini, al suo fianco nella notte di Wemblay e del secondo Europeo azzurro. Poi una parentesi alla Sampdoria, che è riuscito a salvare da una retrocessione. Alberico Evani ha risposto ad alcune domande di Mauro Suma nel corso di una intervista in esclusiva a Milanisti Channel.

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Ieri è stato il primo derby senza Franco Baresi. Sarà per sempre il nostro Capitano, ma per te è stato il tuo Capitano. Come lo ricordi? "Per me non è stato un semplice compagno di squadra o un capitano. È stato un amico a cui sono legati per tanti momenti, sia professionali che di crescita umana. Al Milan sono arrivato a 14 anni, sono andato via a 30. Lui c'è stato sempre, ho condiviso momenti belli e brutti, una perdita enorme non solo a livello sportivo. Lui era un Campione, una bellissima persona e questo è confermato dal fatto che tutti gli vogliono bene".

Negli ultimi anni il Milan ha vinto spesso i derby, ma non ha dato continuità. Cosa deve fare ora la squadra? "Devi avere lo spirito che ha usato in quella gara. Ero a San Siro contro il Bologna, non pensavo fosse possibile fare quel tipo di prestazione. L'ha potuta fare perché al di là delle individualità che contro i rossoblù non c'erano, c'era uno spirito diverso. Era una gara a chi dava di più, questo non va smarrito. Al di là del gioco questo non deve mancare, da lì si parte. Il Milan può fare un ottimo campionato".

Ramos: è un tema di condizione, di adattamento o di servirlo sempre? Come si mette a fuoco? "Si tratta sicuramente di un ottimo attaccante. Non ha ancora dimostrato le sue potenzialità: un po' può essere colpa sua per un mancato adattamento, un po' per la squadra che non lo coinvolge con continuità Però è utile, ho visto sacrificio. Forse dovrebbe spendere meno energie per concentrarsi ad attaccare meglio l'area di rigore".

Su Luka Modric: gioca con intensità ed energia, supportato da Musah e Rabiot può fare ancora molto. Un giocatore del genere potrebbe essere utile anche per l'anno prossimo, giocando meno e restando nel gruppo? "Elementi del genere sono sempre utili, per professionalità e carisma. Giochi come ti alleni, lui è sempre stato un professionista esemplare. Ha un'età molto avanzata, ma l'intelligenza calcistica è sopra la media. Sempre ben posizionato, anticipa gli avversari, la palla la intercetta quasi sempre e quando ha la sfera tra i piedi è come se la mettesse in banca. Vediamo di tenerlo stretto, lo vedo integro".

Sul mercato di gennaio, viste le tante assenze, dove vedi la priorità di intervento? "Sarebbe importante fare un elemento per reparto. ora però manca un'alternativa a Ramos. Sì, c'è Camarda che ha prospettiva, ma ci vorrebbe in questo momento uno subito pronto e che possa garantire reti. Mi concentrerei sul reparto, se fosse possibile anche negli altri".

Hai fatto cose importanti con l'Italia e hai allenato la Sampdoria. Ti tieni sempre aggiornato? "Sì, assolutamente. Il pallone è quello che mi fa stare meglio. Non sono coinvolto direttamente, ma continuo a guardare e ad aggiornarmi".

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