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Accelerata decisiva: Milan-Convest, RedBird può chiudere in pochi giorni

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Per Gerry Cardinale, liberarsi dall'ombra di Elliott significa poter finalmente spiegare le ali sul suo progetto a 360 gradi, dallo sviluppo del brand rossonero a livello globale fino al nuovo stadio
Samuele Dello Monaco

Il futuro societario del Milan è a un punto di svolta decisivo e i tempi, contro ogni previsione, si sono drasticamente accorciati. Quella che sembrava una marcia di avvicinamento programmata per la fine di febbraio o l'inizio di marzo ha subito un'accelerata improvvisa: l'addio definitivo del fondo Elliott e della famiglia Singer è ormai questione di giorni.

Secondo le ultime indiscrezioni, Gerry Cardinale e RedBird Capital Partners sono pronti a chiudere l'operazione di rifinanziamento con Comvest (investitore che fa capo al colosso assicurativo-finanziario canadese Manulife) in tempi record. Si parla di una finestra di circa dieci giorni, forse già entro i primi di febbraio, per definire gli ultimi dettagli burocratici ed estinguere il famoso "vendor loan". Questo prestito, concesso da Elliott al momento della cessione del club nel 2022, ha raggiunto con gli interessi una cifra vicina ai 566 milioni di euro e ha rappresentato fino ad oggi un legame indissolubile tra la vecchia e la nuova proprietà.

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Milan Redbird

La novità in casa Milan

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L'ingresso di Comvest segna un cambiamento strategico fondamentale. Il nuovo accordo non prevede l'ingresso del fondo canadese nell'azionariato del club, ma si configura come un nuovo finanziamento a condizioni decisamente più vantaggiose per RedBird: scadenze più lunghe e tassi di interesse più bassi rispetto a quelli pattuiti con i Singer. Questa mossa garantirà a Cardinale una maggiore flessibilità finanziaria e, soprattutto, la totale indipendenza gestionale.

Le ripercussioni di questa chiusura lampo saranno immediate anche nell'organigramma di via Aldo Rossi. Con l'estinzione del debito, i rappresentanti di Elliott presenti nel Consiglio di Amministrazione, tra cui Gordon Singer e Dominic Mitchell, rassegneranno le dimissioni, liberando posti chiave nel board. Nonostante lo scossone, la parola d'ordine a Casa Milan resta "continuità": non sono previsti ribaltoni immediati nelle figure apicali della dirigenza. Sia il presidente Paolo Scaroni che l'amministratore delegato Giorgio Furlani dovrebbero rimanere saldamente al loro posto, almeno fino al termine della stagione o forse per tutto il 2026, a garanzia dei buoni risultati di bilancio ottenuti finora.

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Gli sviluppi futuri

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Per Gerry Cardinale, liberarsi dall'ombra di Elliott significa poter finalmente spiegare le ali sul suo progetto a 360 gradi, che spazia dallo sviluppo del brand rossonero a livello globale (con un occhio di riguardo al mercato USA e al progetto NBA Europe) fino alla partita cruciale del nuovo stadio. Senza più dover rendere conto a un creditore ingombrante che in passato ha talvolta frenato alcune iniziative, il Milan si appresta a diventare una proprietà RedBird al 100%, non solo sulla carta ma anche nella sostanza delle decisioni strategiche.