E' un giugno complicatissimo in casa rossonera, dopo la cocente delusione in campionato la protesta dei supporters continua

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Gianni Rivera: "Giocano la palla all'indietro, non guardo più le partite"

Non si ferma la contestazione della tifoseria organizzata del Milan nei confronti della proprietà e dei vertici societari. Dopo gli striscioni esposti dentro e fuori San Siro e le numerose iniziative delle ultime settimane, la Curva Sud ha alzato ulteriormente il livello della protesta tappezzando diverse zone di Milano con manifesti dal messaggio inequivocabile: "Liberate il nostro Milan".

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La protesta dei tifosi del Milan, il momento è complicatissimo

I cartelli, comparsi nelle aree attorno a San Siro, davanti a Casa Milan, nelle principali stazioni della metropolitana cittadina e persino nei pressi dei campi di padel riconducibili a Zlatan Ibrahimovic a Segrate, riportano i volti dei principali destinatari della contestazione: Gerry Cardinale, Zlatan Ibrahimovic, il presidente Paolo Scaroni e il Chief Revenue Officer Maikel Oettle.

Al centro delle accuse dei tifosi c'è soprattutto Gerry Cardinale, proprietario del club attraverso il fondo RedBird Capital Partners, ritenuto il principale responsabile della gestione che ha portato il Milan a una delle stagioni più deludenti degli ultimi anni. Una contestazione che non riguarda esclusivamente i risultati sportivi, ma che investe in maniera più ampia la direzione intrapresa dalla società.

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Nei manifesti diffusi in città, infatti, la Curva Sud parla apertamente di una "devastazione di storia, identità, passione e milanismo", accusando la proprietà di aver privilegiato gli aspetti commerciali rispetto a quelli sportivi. Tra i punti contestati figurano anche l'aumento dei prezzi di biglietti e abbonamenti, il deterioramento del rapporto con la tifoseria organizzata e quella che viene definita una generale incapacità gestionale a livello societario.

La protesta arriva in un momento particolarmente delicato per il club rossonero. Dopo una stagione conclusa ben al di sotto delle aspettative e la mancata qualificazione alla prossima Champions League. Il Milan si trova nel pieno di una fase di ricostruzione. L'incertezza sul futuro tecnico e dirigenziale ha ulteriormente alimentato il malcontento della piazza, che da mesi chiede un cambio di rotta deciso.

Particolarmente significativo è anche il coinvolgimento di Zlatan Ibrahimovic nella contestazione. Lo svedese, tornato in società con un ruolo dirigenziale e strategico, era stato accolto inizialmente con entusiasmo dalla maggior parte dei tifosi. Tuttavia, i recenti risultati e le scelte operate dal club hanno portato parte della tifoseria a considerarlo corresponsabile dell'attuale situazione. I manifesti rappresentano soltanto l'ultimo capitolo di una protesta destinata probabilmente a proseguire anche nelle prossime settimane. La Curva Sud ha infatti ribadito più volte la volontà di mantenere alta la pressione sulla proprietà fino a quando non arriveranno segnali concreti di cambiamento.

Immagine in copertina della pagina FB: "Milan Nel Cuore 84"

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