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Esclusiva

Milan Club Capodimonte “Diavoli Etruschi”, una storia nata per caso e diventata famiglia

Stefano Sorce
Il Milan Club Capodimonte “Diavoli Etruschi” nasce nel 2024 e supera già i 1.000 iscritti: storia, trasferte, valori e passione per il Milan raccontati da Massimiliano Urbani

Ci sono viaggi che iniziano senza sapere davvero dove porteranno. Non nascono da un’idea strutturata, né da un progetto già scritto. Nascono dal Milan, da un pullman, da qualche risata tra amici, da figli da accompagnare allo stadio e da una partita da vivere insieme. Poi succede qualcosa. Qualcosa che non puoi programmare: l’emozione si trasforma in legame, il gruppo diventa famiglia, e quella che doveva essere solo una giornata si trasforma nell’inizio di una storia.

È così che prende vita il Milan Club Capodimonte – Diavoli Etruschi. Il 1° marzo 2024, in occasione di Lazio-Milan, un gruppo di amici decide di partire insieme. “Alla fine l'esperienza di gruppo ci è piaciuta talmente tanto da fondare un mese dopo il Milan Club Capodimonte”, racconta Massimiliano Urbani, responsabile dei social del club. Da lì, la crescita è stata naturale, quasi inevitabile, fino a diventare “Diavoli Etruschi”, un nome che oggi rappresenta una comunità sempre più ampia e radicata sul territorio.

I Diavoli Etruschi del Milan Club Capodimonte

Il Milan unisce, l’amicizia resta: l’anima dei "Diavoli Etruschi”

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Oggi il club ha superato i 1.000 iscritti, ma più dei numeri conta ciò che si respira entrando. “Entrare nel nostro club significa sentirsi subito a casa: passione, amicizia e famiglia, ma anche eventi con vecchie glorie e giornalisti”, spiega Massimiliano. Un’identità chiara, costruita su valori semplici ma autentici. La consapevolezza di aver creato qualcosa di importante non è arrivata all’improvviso, ma passo dopo passo. “La crescita continua, grazie alle tante trasferte organizzate, fino a raggiungere oltre 1.000 iscritti, lì abbiamo capito che stava nascendo qualcosa di grande”.

Eppure, il vero motore non è solo il calcio.Sicuramente l’amicizia e il senso di appartenenza. Il Milan è il punto di partenza, ma ciò che tiene davvero unito il gruppo è il piacere di stare insieme, condividere momenti e creare legami che vanno oltre il calcio”. È questa la differenza: il Milan accende la passione, ma sono le persone a tenerla viva. Tra i ricordi più intensi, uno su tutti resta inciso nella memoria collettiva: “Uno dei ricordi più intensi è sicuramente legato all'ultimo derby vinto, una grande giornata e una grande vittoria vissuta insieme. Emozioni che si moltiplicano quando vengono condivise, fino a diventare indelebili. E poi ci sono le trasferte più lontane, come Madrid e Riyadh, vissute magari da pochi, ma sentite da tutti.

La particolarità di questo club è che raramente le partite si guardano davanti a uno schermo. Il loro posto è altrove. “Raramente vediamo le partite al club perché siamo quasi sempre allo stadio ma vederle anche lì insieme è un’esperienza bellissima fatta di tensione durante la partita e di abbracci liberatori ai gol”. Lo stadio, infatti, è il cuore pulsante di tutto. “Andare allo stadio è fondamentale. Organizziamo tutte le partite casalinghe del Milan col pullman e ultimamente anche tutte le trasferte ma in auto o minivan, perché vivere il Milan dal vivo è qualcosa di unico e rafforza ancora di più il legame tra i soci”.

E quando si parla di simboli, il pensiero va dritto alla storia: Franco Baresi e Paolo Maldini. “Se dobbiamo sceglierne sono due, il capitano Franco Baresi e il capitano Paolo Maldini: simboli di appartenenza, eleganza e amore eterno per la maglia. Valori che rispecchiano perfettamente anche l’anima del AC Milan. Ma essere un Milan Club, qui, significa anche guardare oltre il calcio. “Sì, abbiamo organizzato iniziative benefiche e momenti sociali per il territorio. È qualcosa che ci rende molto orgogliosi, perché dimostra che il nostro club non è solo tifo, ma anche solidarietà e impegno concreto”.

E sul presente rossonero non ci sono esitazioni, solo una linea chiara: “Fiducia sempre. Le difficoltà passano, il Milan resta”. Tre parole per definirsi? “Passione. Famiglia. Appartenenza”. Il futuro, invece, non è un traguardo preciso, ma una direzione: “Crescere ancora e vivere insieme nuove grandi vittorie”. Perché alcune storie, quando nascono così, non hanno bisogno di essere forzate. Devono solo continuare a essere vissute.

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