milanistichannel serie a Maignan, il portiere che cancella i gol: nessuno come lui in Europa
La statistica

Maignan, il portiere che cancella i gol: nessuno come lui in Europa

Stefano Sorce
Il portiere francese non è solo il pilastro del Milan di Allegri, ma l'estremo difensore più decisivo d’Europa secondo i dati. Con una differenza di 9,27 tra expected goals e gol subiti
00:21 min

C’è un momento, in ogni stagione, in cui il rumore degli applausi lascia spazio a qualcosa di più profondo: la consapevolezza. Mike Maignan non sta semplicemente vivendo un buon periodo, sta riscrivendo il concetto di affidabilità tra i pali. In un calcio europeo sempre più orientato all’attacco, il portiere del Milan ha scelto la via opposta: quella del silenzio, delle parate decisive, dei gol negati. E oggi i dati lo certificano senza appello.

Il capitano rossonero è il portiere che ha evitato più gol nei cinque principali campionati europei. Un primato che non nasce da una singola notte di gloria, ma da una continuità feroce, costruita intervento dopo intervento.

Gennaio, il mese della consacrazione

—  

Il riconoscimento di MVP di gennaio, dopo quello già conquistato a novembre, non è un premio di circostanza. È la fotografia di un mese in cui Maignan ha inciso in modo diretto sui risultati del Milan, squadra che con Allegri ha trovato equilibrio, solidità e una lunga striscia di imbattibilità che dura dall’estate.

Roma-Milan resta negli occhi di tutti per quel riflesso su Zeki Celik all’Olimpico, una parata che vale quasi quanto un gol segnato. Ma ridurre il suo gennaio a quell’episodio sarebbe ingiusto. I clean sheet contro Cagliari e Lecce, l’intervento nel finale su Kean contro la Fiorentina e, soprattutto, la notte di Como: lì, quando il Milan era sotto e il momento più fragile sembrava arrivato, Maignan ha respinto tutto. Paz, Da Cunha, tentativi ravvicinati, conclusioni sporche. Sempre lui.

[an error occurred while processing this directive]

Maignan: il portiere che cambia la statistica

—  

Il dato che più impressiona è uno solo: +9,27. È la differenza tra gli expected goals concessi e i gol realmente subiti. Tradotto: senza Maignan, il Milan avrebbe incassato oltre nove reti in più. Nessuno, nei top 5 campionati europei, fa meglio. Il secondo della lista, Joan Garcia del Barcellona, si ferma a poco meno di cinque. Gli altri big? Numeri in rosso: Neuer, Raya, Chevalier. Il confronto è impietoso. Anche sulla percentuale di parate, Maignan si colloca nell’élite assoluta: circa il 78%, ovvero quasi otto tiri neutralizzati ogni dieci diretti nello specchio. Un rendimento che lo mette ai vertici europei e che in Serie A lo conferma come punto di riferimento assoluto.

Curiosamente, Maignan non è il portiere che affronta più tiri ravvicinati. In Serie A è fuori dalla top 5 per parate dentro l’area, e anche in Europa resta lontano dalle prime posizioni. Ma il motivo non è un limite: è il contesto. La difesa del Milan concede poco e concede male agli avversari. Questo rende il lavoro del portiere meno appariscente, ma più delicato. Perché quando il tiro arriva, spesso è pulito, improvviso, pericoloso. Ed è lì che Maignan fa la differenza. In compenso, domina nel gioco aereo: tra i migliori per uscite alte in Italia, decisivo sui cross e sulle palle inattive, fondamentale per dare sicurezza a un reparto che sa di poter contare su di lui.

COMO, ITALY - JANUARY 15: Mike Maignan of AC Milan celebrates his team-mates goal during the Serie A match between Como 1907 and AC Milan at Giuseppe Sinigaglia Stadium on January 15, 2026 in Como, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Cambia il gioco, non cambia il valore

—  

Con Allegri il Milan ha modificato il proprio approccio: meno costruzione dal basso, più verticalità. Questo ha ridotto il numero di tocchi di Maignan, che resta comunque uno dei portieri più affidabili tecnicamente. Non è più il primo regista, ma resta l’ultimo giudice. Anche sui rigori il francese continua a lasciare il segno: due parati in campionato, al vertice in Italia, e numeri che lo collocano tra i migliori anche in Europa.

Parlare di “rinascita” è corretto solo in parte. Perché quello di Maignan non è un semplice ritorno ai livelli attesi: è un salto definitivo nell’élite. Se nel recente passato il suo futuro sembrava in discussione, oggi è evidente quanto il Milan ruoti intorno alla sua presenza. Non urla, non esagera, non si prende la scena. Ma partita dopo partita, statistica dopo statistica, Mike Maignan sta dimostrando una cosa semplice e rarissima nel calcio moderno: un grande portiere non serve solo a evitare la sconfitta, ma a costruire una stagione. E in Europa, in questo momento, nessuno lo fa meglio di lui.