Il Milan Primavera perde nuovamente, questa volta in casa della Fiorentina: il secondo gol dei viola nasce da un grave errore arbitrale
Il verdetto del campo recita un rotondo 4-2 in favore della Fiorentina, ma l'eco della sfida del campionato Primavera contro il Milan rischia di spostare rapidamente il centro dell'attenzione oltre il campo. Al centro della polemica non c'è una semplice svista ma un vero e proprio caso legato al secondo viola, un episodio chiave che ha indirizzato l'inerzia e l'economia dell'intera partita.
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Milan, che errore dell'arbitro
La polemica si accende sull'azione che porta al secondo gol della Fiorentina. Cisse commette un fallo e viene sanzionato dal direttore di gara con il cartellino giallo. A quel punto, sfruttando il momento di riposizionamento della difesa rossonera, la Fiorentina batte la punizione a sorpresa e trova la via della rete. Un'esecuzione lampo avvenuta, però, nel totale silenzio del fischietto arbitrale: un passaggio che in questo caso non rappresenta un mero vezzo estetico, ma un obbligo regolamentare.
La regola dell'IFAB e le possibili conseguenze
A inchiodare la direzione di gara è lo stesso regolamento dell'IFAB. Il testo parla chiaro: l'uso del fischietto è tassativamente obbligatorio per autorizzare la ripresa del gioco dopo un'interruzione causata da un'ammonizione, un'espulsione, un infortunio o una sostituzione. Un errore che ha permesso ai viola di convalidare un gol che andava fermato per far riprendere il gioco solo dopo l'autorizzazione ufficiale.
La distinzione fondamentale in questi casi è netta: non si tratta di un errore di valutazione (come un rigore dubbio, per definizione insindacabile), ma di un errore tecnico, ovvero la comprovata mancanza di un applicazione di una regola. Nella giurisprudenza sportiva italiana esistono precedenti in cui tali situazioni hanno portato alla clamorosa ripetizione dell'incontro.
L'esito di un eventuale ricorso non è tuttavia mai scontato o automatico. Basti pensare al celebre caso di Milan-Spezia in Serie A (quando l'arbitro Serra fischiò interrompendo una chiara regola del vantaggio che avrebbe portato al gol rossonero): la richiesta di annullamento avanzata dal Codacons si risolse in un nulla di fatto. Molto, se non tutto, dipenderà ora dalla documentazione ufficiale: se il direttore di gara dovesse confermare l'esatta dinamica e la sua ammissione di colpa all'interno del referto, il club rossonero potrebbe avere le carte in regola per presentare un reclamo formale al giudice sportivo, chiedendo a tutti gli effetti di rigiocare la partita.
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