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Milan Futuro

Jovan Kirosvki: “Serve far giocare i ragazzi dove c’è il calcio dei più grandi”

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Queste le parole del direttore sportivo di Milan Futuro, attualmente quarto in Serie D ma al lavoro per valorizzare i giovani e non per il risultato in senso stretto.
Filippo Pelucchi

C'è sempre una prima volta per tutto. Questo è il caso anche per Jovan Kirovski, responsabile generale e direttore sportivo di Milan Futuro in carica dal 1°luglio del 2024. In esclusiva a Milan TV e per la prima volta in lingua italiana, il DS della squadra di Serie D ha parlato del progetto di Milan Futuro e della sua filosofia. Attualmente la seconda squadra rossonera milita nel Girone B ed è quarto a 38 punti, in piena zona play-off dietro a Folgore Caratese, Casatese Merate e Chievo Verona. Ma non è  questa della classifica la "vision" complessiva del progetto, come spiega nei dettagli il dirigente statunitense dei rossoneri.

Moncada corso

Kirovski, il progetto Milan Futuro e i giovani: "Serve cambiare mentalità, bisogna giocare dove c'è il calcio dei più grandi d'età"

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Queste le parole del direttore di Milan Futuro sulla mentalità e su come funziona negli altri campionati:"Ho lavorato in tanti altri paesi. La cosa importante è cambiare mentalità e pensare che siamo qua per crescere i ragazzi. Basta vedere Barcellona e Bayern, le seconde squadre giocano in Serie C e Serie D. La cosa fondamentale è che i giocatori giochino con  gli adulti, dove c'è il vero calcio. Tutte le gare sono difficili in queste categorie, ma è importante per la loro crescita. Io penso che al Milan hai pressione, a San Siro si avverte ma il nostro obiettivo numero uno è crescere i nostri giocatori. L'esempio numero uno è Bartesaghi ma ne abbiamo altri come Jimenez, che ha giocato con noi in Primavera e Milan Futuro".

Ha concluso così Kirovski, parlando delle strategie e della crescita dei giocatori, valori sempre condivisi con il responsabile del Settore giovanile rossonero Vincenzo Vergine:"Ogni giocatore ha un percorso diverso ma penso abbiamo fatto un buon lavoro con loro due. Il nostro obiettivo numero uno è portare i nostri ragazzi in prima squadra. Abbiamo anche tanti giocatori in Nazionale e che vogliono e devono crescere tatticamente. Vogliamo crescere giocatori italiani anche se arrivano più spesso profili internazionali. Dobbiamo avere una strategia e lavorare insieme. Col team scouting abbiamo portato profili interessanti (come Cissé e Sardo) ma adesso per noi conta lavorare con il talento a disposizione".