Luka modric e Strahinja Pavlovic torneranno dal primo minuto a disposizione del Milan di Massimiliano Allegri per la sfida con la Roma. Al primo è stato concesso un turno di riposo nell'ultima sfida di campionato contro il Lecce, il secondo invece è tornato dopo l'infortunio rimediato alla testa contro la Fiorentina.
I due ritorni
Milan: il ritorno di Modric e Pavlovic per il big match con la Roma
Il centrocampista croato e il difensore serbo sono due elementi imprescindibili per questo Milan che vuole continuare a vincere i big match di questa stagione.
La doppia fase di Pavlovic
—Da quando Allegri ha adottato il 352 Pavlovic e Modric sono stati due punti fermi nell'11 iniziale. Il tecnico italiano ha messo tutti i giocatori nelle posizioni giuste come punto di partenza, e questo ha fatto venire fuori le qualiltà della maggior parte della rosa.
Le caratteristiche di Pavlovic che stanno risaltando in questa prima parte di campionato le vediamo sia in fase di possesso che in fase di non possesso. L'anno scorso risultava un difensore istintivo, a volte anche impacciato o non attento in marcatura, in fase di possesso o di transizione invece l'anno scorso ha mostrato le sue qualità nella corsa e nella proposizione in attacco ma solo a partite alterne.

Con l'arrivo di Max Allegri quelle che erano potenzialità si sono trasformate in certezze. Offensivamente il numero 31 è un pericolo costante sia in transizione che sulle palle inattive, Allegri consapevole del suo potenziale gli concede di abbandonare la posizione a volte garantendogli delle coperture preventive. Difensivamente invece il difensore serbo sta beneficiando dell'abbassamento della linea difensiva imposto dal tecnico. Con il blocco basso attuale del Milan, guidato da Gabbia, anche lui sta trovando più certezze.
Milan: Modric in una veste di cui ora hai bisogno
—Qualcuno potrebbe pensare che le qualità di Luka Modrić vengano ridimensionate da questo nuovo ruolo e, in parte, non avrebbe tutti i torti. Per anni abbiamo visto il croato dominare il centrocampo della squadra più forte al mondo, con assist illuminanti, gol spettacolari e un’influenza che va ben oltre numeri e statistiche. Perché la grandezza di Modrić, in fondo, non è mai stata davvero misurabile solo dai dati.
Massimiliano Allegri ha però individuato un’esigenza precisa e ha trovato una soluzione funzionale al momento del Milan. L’idea di arretrare il croato davanti alla difesa ne sta esaltando la lettura del gioco e l’intelligenza tattica, soprattutto in fase difensiva. Modrić è un giocatore totale: può essere un 10, un 8 e anche un 6. Allegri lo sa e per questo gli ha affidato le chiavi di un centrocampo che nella scorsa stagione rappresentava uno dei principali problemi della squadra.
Reijnders era stato il miglior centrocampista dello scorso anno, ma la sincronia con i compagni è spesso mancata. Il Milan ha sofferto troppe transizioni difensive, con una difesa a quattro frequentemente esposta e incapace di coprire le lacune difensive di Reijnders, Fofana e Bennacer.
Adesso la squadra si comporta come un’onda: l’intero blocco si muove insieme, avanti o indietro, seguendo la palla come un unico flusso. In questo contesto, la presenza di Modrić come regista assume un valore ancora più centrale, è lui a dettare ritmi e tempi.

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