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di Franco Ordine -
Abbiamo accolto l’ingresso del Var nel calcio come la notte di Natale. Eravamo convinti - e lo siamo ancora - che potesse correggere i macro errori commessi dagli arbitri di campo. Per qualche tempo è stato così fino a quando non è intervenuta una innaturale e pericolosa invasione di campo che ha trasformato il Var in moviola e gli arbitri di campo in sostituiti dei colleghi di Lissone.
Sul punto, che è forse il più critico, può servire una percentuale: dall’inizio di questa stagione, solo in tre casi (Parma-Milan, Milan-Lazio e Genoa-Bologna), gli arbitri richiamati al video non hanno cambiato opinione e confermato la precedente decisione. In uno di questi, ascoltando il dialogo pubblicato da Open var, abbiamo assistito a un tentativo da parte del varista Di Paolo di condizionare l’arbitro inesperto Collu (“decidi tu eh, è una tua decisione eh!”) che rappresenta una pratica molto pericolosa.
In un altro caso, Maresca a Genoa-Bologna, l’espulsione del portiere del Bologna è stata confermata anche se ai più è apparsa una forzatura regolamentare. Ma vivaddio, è stato confermato il primato dell’arbitro di campo. Purtroppo il cambio di linea guida effettuato da Rocchi e dalla sua squadra su alcuni tempi ha spesso provocato grande confusione come in materia di fuorigioco con tiro da fuori area e calciatori appena fuori l’area piccola (va bene al gol di Milan-Pisa, non va bene al gol di Juve-Lazio). Sono questi i problemi autentici su cui
intervenire.
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